In questi ultimi mesi mi sono dedicato a un argomento che mi interessa da molto tempo: l’influenza della mente sul tennis.
Ho letto diversi libri e articoli, ascoltato audio e guardato video (tutto in inglese, in italiano non ho trovato niente) e ho anche parlato direttamente con alcuni esperti (questi invece italiani) gente che di mestiere “allena mentalmente” atleti e tennisti ad ottenere le massime performance.
Con questo studio ho capito molte cose che magari conoscevo in pratica, ma non capivo come funzionassero.
Ora che mi è chiaro come funzionano ho potuto usare delle tecniche “mentali” e ottenere dei risultati ripetibili per risolvere problemi esclusivamente derivanti da ciò che mi dico e penso quando gioco.
Ho visto con i (tantissimi!) commenti agli articoli dei giorni precedenti, che questo argomento interessa molti di voi. Poichè ho in mente di produrre altro materiale (non solo articoli) sono qui a chiedere il TUO parere.
Leggi queste 2 domande e scrivi la tua risposta
- Secondo te quale è il rapporto atteggiamento mentale / tecnica ?
(scegli uno dei rapporti o scrivi il tuo)20/80
50/50
80/20
- Applicando queste tecniche di controllo mentale quanto a tuo parere migliorà il tuo tennis?
(rispondi se vuoi con una percentuale, ma va bene anche un commento più dettagliato)

1°) 60/40 – 70/30
2°) sì
sei un grande
1 )20-50
2) 5
il mentale a mio avviso corrisponde al 40%
50/50
60%
50/50
30/40%
secondo me è 50 mentale 30 fisico e venti tecnica.ci sono campioni che hanno vinto perchè erano forti soprattutto nella testa e non credo di dire una bestialità.personalmente i periodi in cui ho giocato bene e con soddisfazione è stato quando ho avuto la mente sgombra e sono convinto che per me conti tanto allenare la testa almeno quanto il fisico grazie degli articoli buon gioco a tutti.
Per quanto riguarda la prima risposta, secondo me, non è facile stabilire una percentuale fissa, in quanto ogni volta che scendi in campo la situazione può essere sempre diversa, in ogni caso ritengo che la preparazione mentale sia fondamentale per la crescita di un grande giocatore. Dimostrazione ne è, sempre secondo il mio parere, l’atteggiamento dei nostri giocatori professionisti
(Bolelli!!!!!!!, Seppi, Starace ed in parte Fognini), quando entrano in campo e devono affrontare un giocatore superiore in classifica sono già perdenti e, sono convinto, che seppure a parità di tecnica e preparazione, i nostri soccomberanno sempre. Faccio un esempio, un giocatore professionista che, nella vita, fa solo quello, non può permettersi di avere un servizio mediocre e non provare a migliorarsi, certo ci vuole sacrificio e forza di volontà, un esempio su tutti, Nadal non aveva un servizio straordinario, poteva permettersi di mantenerlo tale, ma si è migliorato e non penso che non gli sia costato dei duri allenamenti
Per quanto attiene la seconda domanda mi trovi perfettamente d’accordo che la preparazione mentale sia fondamentale nella crescita di un giovane tennista, purtroppo da noi, a differenza della Spagna che ci assomiglia come tipo di mentalità, siamo lontani migliaia di chilometri
Non è difficile diventare un buon giocatore di tennis, bastano le impostazioni di base e tanta pratica, ma è a questo punto che entra in gioco il sacrificio e la mentalità giusta, vincente, che devono insegnarti all’inizio del tuo cammino
Quando entri in campo non devi avere paura del tuo avversario, chiunque esso sia, poi potrò anche perdere mille volte, ma sputerò sul campo ogni mia goccia di sudore fino all’ultimo colpo
Finchè in Italia non si punterà su questo fattore i miglioramente saranno minimi o quasi inesistenti
Grazie per avermi permesso di esprimere la mia opinione
Condivido il parere di Roberto, le sue osservazioni sono più che giuste!
Giusto Roberto! hai centrato il punto più importante. Posso dire che pur essendo un giocatore mediocre, le cose migliori e le più belle soddisfazioni le ho avute quando sono entrato in campo con l’attegiamento da te descritto. Quando invece cimincio a “pensare” troppo perdo anche con delle schiappe incredibili!
credo molto in quello che dice roberto ma i primi a non credere hai ragazzi in erba e non dare loro la certezza di potersi migliorare con il sacrificio nonandremo mai da nessuna parte
i maestri pensano almeno quasi tutti hai profitti in denaro che i genitori sborsano
io credo che fin da piccoli i ragazzi andrebbero aiutati anche con i filmati
prima di entrare in campo
perchè il miglior giocatore non è il miglior insegnante forse sono andato fuori tema ma è quello che penso
ora hanno tanta forza poca riflessione e ancor meno tecnica
Secondo me, dovendo paradossalmente dividere in percentuale tali importanze, le dividerei cosi’:
33,3 Tecnica
33,3 Fisico
33,3 Mentale
Pero’ il ragionamento secondo me è piu’ complesso….. nel senso che c’e’ un tempo per tutto…………..
– Prima si perfeziona la tecnica (che potrebbe essere dagli 8 ai 13 anni) lasciando alla parte fisica un 30% e alla parte mentale un 10%
– In una seconda fase si passa alla parte piu’ fisica lasciando alla parte tecnica un 20% e al mentale un 20%
– Una volta creata la macchina bella e prestante (se cosi’ si puo’ dire) metto in moto la macchina da guerra con queste percentuali tecnica 30, fisico 20 (per non logorare ulteriormente (parlo di ragazzi quindi scuola tennis) , mentale 50%
Ciao e grazie…..Emilio
Emilio..
Le capacità motorie che contano nel tennis si sviluppano principalmente fino ai 12 anni.. Se tu fino a quell’età alla parte fisica dedichi solo il 20-30% sei fritto in partenza.. 🙂
Emilio,
mente e corpo crescono e si sviluppano parallelamente ed in modo integrato. Non ha assolutamente senso sviluppare le abilità tecniche, atletiche e mentali in compartimenti stagni. Devono venir su contemporaneamente.
A prescindere dalle percentuali, io sono certo per averlo constatato man mano che sono migliorato nel gioco del tennis che la tecnica è la base su cui si costruisce ogni altro elemento che va a migliorare il gioco globalmente considerato. E’ anche vero che già dai sei-sette anni è bene impostare l’allievo sotto il profilo ludico, invogliandolo ad amare il tennis fino a imporsi la volontà di apprendere. E questo è lavoro mentale-educativo. Ma bisogna approfittare di quegli anni prima della pubertà per insegnare la tecnica nel migliore dei modi perché quella è l’età più adatta al facile apprendimento, l’età plasmabile. Ciò non toglie però che anche coloro che iniziano più tardi, non possano ugualmente apprendere e progredire;saranno alquanto più lenti, ma potranno raggiungere i loro traguardi. Comunque per ognuno, anche per coloro che iniziano a tarda età, il consiglio è di prendere inizialmente lezioni da un bravo maestro. Apprenderanno prima e correttamente ogni colpo e man mano che giocheranno con gli amici o nei tornei, acquisteranno sempre più coscienza del fatto che la base dei fondamentali è indispensabile, ma la tattica o strategia, la preparazione atletica, l’introspezione psicologica nei confronti dell’avversario per metterlo in difficoltà, insomma tutto il lavorio mentale e psichico che occorre perché , anche le partite che prendono una piega avversa, possano essere ribaltate a nostro favore, è indice del fatto che la tecnica è ben poco (sebbene indispensabile) rispetto all’aspetto mentale. Ciao, Pietro.
La mente penso sia fondamentale per un giocatore di alto livello. Penso che quando si giochi a livello agonistico tutti siano tecnicamente bravi ed è a questo punto che la preparazione mentale è fondamentale abbinata chiaramente ad una buona tattica di gioco.
Credo anche che a livello amatoriale ( e penso di rientrare in questa categoria ) la preparazione mentale è importante ma deve essere supportata da una fisica e tecnica in percentuale maggiore.
1) 50%/50%;
2) 50%
credo che sia una questione di equilibrio mentale e fisico variabile nelle diverse fasi della partita cmq a parità di tecnica e preparazione fisica la determinazione e la forza mentale sono le armi in più..credo che un giusto mix di tecnica preparazione atletica ed equilibrio siano le proprietà vincenti..
Secondo me l’aspetto mentale è il più importante ed il più difficile da migliorare, ed il rapporto mente tecnica è 80\20
Chissà perché quando stai bene mentalmente e scendi in campo con una serie di risultati utili, con la consapevolezza e la sicurezza dei t
uoi colpi, tutto sembra più facile!
Complimenti per il tema interessantissimo che avete iniziato a trattare, continuate così!
Penso che se abbini una grande forza mentale ad una buona tecnica e ad un buono stato fisico ottieni il massimo… (forse sto riscoprendo l’acqua calda?)
Mi trovo daccordo che la forza mentale sia importante quanto tutto il resto, darei un 33,3% a ciascun elemento.
Applicando queste tecniche il mio tennis potrebbe migliorare anche del 50%
Buonasera.
Il rapporto atteggiamento mentale / tecnica per me è 50/50.
Penso che la mente di conseguenza la concentrazione sia molto importante in uno sport come il tennis.
La tecnica e’ importante tanto quanto la mente.Si possono avere grandi colpi, ma per poterli mettere in pratica si ha bisogno di una grande concentrazione.
La mente deve dare l’input per far si che il colpo venga fatto nel miglior modo possibile.
Naturalmente non bisogna tralasciare la preparazione tecnica-fisica.
Senza mente o meglio senza concentrazione le partite risulteranno al 70% sconfitte.
Il 30 % per cento può darcelo il nostro avversario, che può farci rientrare in partita attraverso degli errori che danno alla nostra mente e alla nostra tecnica una sorta di “resurrezione”, arrivando cosi’ alla meta tanto sperata ,
LA VITTORIA.
Auguro a tutti voi una buona serata
20/80
quindi di riflesso influisce, ma anche se il 20% puo sembrare poco, nella realtà e visto che le differenze tra un giocatore di club e giocatore di club sono minime, questo basta perdere o vincere un incontro
Il giusto atteggiamento mentale può migliorare la performance durante un match.Certo che le capacità tecniche individuali hanno cmq un gran peso. Ho vinto match contro avversari dotati di tecnica migliore solo grazie alla tenacia ed ad un atteggiamento positivo in campo,ma questo può capitare,almeno io credo, quando i livelli tecnici non sono poi così distanti. Al contrario un atteggiamento mentale negativo ha una valenza ancor maggiore perchè ti fa perdere con avversari “alla portata” e ti fa fare brutte figure contro avversari meglio dotati.
Nel caso di avversari di “pari” categoria l’atteggiamento mentale(che deve essere supportato da una buona preparazione fisica) può arrivare al 70%.
Contro avversari nettamente superiori vedo una incidenza minore in termini di possibilità di vincere un match, ma credo altresì che sia l’unica arma per colmare un gap tecnico.
Alla prima domanda rispondo con un 30% mentale e un 70% di tecnica ma parlo per il mio livello da 4/1,a livelli da n.300 al mondo a salire credo che il 50% + 50% sia indispensabile per vincere anche quando l’avversario è più forte. Alla seconda domanda rispondo dicendo che se saprò svuotarmi da ogni pensiero (soprattutto negativo) di sicuro qualche partita che in passato ho perso molto velocemente a causa dell’agitazione interiore,riuscirò a girarla in mio favore. Complimenti per l’iniziativa che comunque stimola noi tennisti che aspettiamo da ormai troppi anni un campione in “casa”che tarda a venire donne esluse..perchè comunque pur non giovanissime la Pennetta e la Schiavone tengono un pò alata la bandiera..
Credo che l’aspetto mentale sia fondamentale e considerando un giocatore ben allenato, che abbia raggiunto il suo livello più alto di capacità tecnica, la mente è il fattore più importante. Più in generale credo che sia così:
1) fisico 40%;
2) mente 30%;
3) tecnica 25%;
4) tattica 15%;
Io stesso ho verificato che a mente vuota, durante le partite, gioco in grande scioltezza ed efficacia, mentre appena sale un pò il livello emotivo oppure c’è qualche problema estraneo al tennis che mi occupa la mente, sembra di non essere più capace di giocare bene.
L’atteggiamento mentale è fondamentale in tutto ciò che facciamo nella vita, pertanto anche nel tennis. Inoltre un buon atteggiamento mentale consente di migliorare la tecnica, non sono due cose slegate.
Io spesso ho notato che gli errori nel tennis sono in qualche modo analoghi agli errori nella vita: ad esempio nella vita io non sono un “attaccante”, così come nel tennis gioco meglio da fondo campo che sotto rete; nella vita mi vien bene superare gli ostacoli saltandoli, anzichè sfondarli con la forza, ed in difesa gioco meglio il “lob” che il passante, e così via.
Le più recenti scoperte scientifico/biologiche hanno dimostrato che la mente è addirittura in grado di modificare il nostro DNA nel corso della vita (ved. “La mente è più forte dei geni” di Bruce Lipton), per cui secondo me il livello tecnico che riusciamo a raggiungere è un derivato dell’atteggiamento mentale, oltre che della preparazione atletica. Poi, durante una partita, l’atteggiamento mentale è anche quello che ci consente di usare al meglio il nostro livello tecnico e quindi di battere avversari più forti tecnicamente, che in quel momento stanno magari facendo scarso utilizzo della tecnica per motivi psicologici. Per questo è difficile dare dei numeri ma, come si è capito, assegno gran peso all’atteggiamento mentale.
Rapporto mente/tecnica? Non saprei indicare delle cifre ma il tennis è uno sport in cui il controllo motorio del gesto tecnico si esprime a livelli massimi, rispetto ad altri sport come il calcio, il ciclismo, il basket, il nuoto e altri ancora. La mano è l’unica parte anatomica a cui compete la motricità fine in tutte le nostre attività quotidiane, tanto più quando si tratta di utilizzare un attrezzo come la racchetta che è una sorta di prolungamento del braccio, passando, ovviamente attraverso la sensibilità più o meno fine della mano che la impugna. Inoltre, il tennis è una forma di comunicazione frontale a due, dove lo scambio di una palla diventa l’elemento linguistico ed emozionale attraverso cui lanciamo un messaggio che dice molto di noi, del nostro atteggiamento, del nostro carattere, della nostra intelligenza visuale e corporeo-cinestesica, del nostro grado di maturità strategica. Possiamo dire che nel tennis ritroviamo gran parte del nostro personale “body language”. Perciò la componente mentale permea il gioco del tennis in ogni aspetto, domina tutta la componete gestuale sia in quanto a stile sia in quanto ad efficienza ed efficacia. Non esiste un tennis tecnico e uno mentale.
la tecnica è la base per poter confrontarsi, poi si vince o si perde con la testa. quanti giocatori tecnicamente fortissimi non vincono come ci si aspetterebbe? e quanti giocatori tecnicamente mediocri risultano in campo quasi imbattibili?
ricordo sempre un ex calciatore ultrasessantenne che metteva alla frusta ventenni di serie B (perchè allora c’era la serie B..) che poi sarebbero arrivati sotto il 200 di classifica mondiale. incredibile ma vero.
era un gran lottatore.
Gli articoli sono tutti molto interessanti, grazie !
Rapporto tecnico mentale per me è del 50/50 e applicando costantemente (se possibile) i vs. consigli sicuramente si può migliorare le prestazioni e perchè no anche i risultati , ciao Nicola.
Volevo farvi i complimenti,perchè sui campi di tennis si insegna solo la tecnica e qualche esercizio sulla parte atletica, trascurando quella parte invisibile che è la parte mentale (che poi è visibile dall’errore che si commette)
che per me è la parte fondamentale, che fa la differenza tra due o quattro giocatori ( per il doppio) di pari livello o categoria.
Perchè è importante saper gestire l’ansia,la fretta,l’agitazione,la creazione,
la visualizzazione,l’anticipazione ecc.
per cui a giocatori di pari livello o categoria la differenza
la fa la parte mentale 80\20
e migliorando il controllo mentale che va applicato alla tecnica e all’ atletica
abbiamo sicuramente dei miglioramenti che ci permetteranno di vincere meglio con giocatori più deboli di noi,vincedo contro i giocatori di nostro pari livello e magari vincendo quelle partite che non avremmo mai vinto con giocatori più bravini di noi che sono bravi solo tecnicamente.
Chiaramente se giochiamo con giocatori molto più forti di noi, allora dopo la partita lo applaudiamo perchè non c’è nessun controllo mentale, tecnica o parte atletica che ci possa aiutare a vincere…ma possiamo divertirci e uscire dal campo soddisfatti e mentalmente…aver imparato qualcosa di più
dal nostro avversario.
Ciao a tutti ………….
Scusate ma nessuno parla di disciplina !!!!
Se si forma un tennista da quando è un bambino, bisogna plasmare quello che più lo aiuterà…”il cervello”.
Vogliano chiamarla mente………….ok!!
La disciplina è la strada che bisogna intraprendere per imparare e perfezionare le tecniche e forze e carattere.
Quindi rispondo 80 mente -20 tecnica.
Ma sono due fattori correlati.
Se sei sicuro mentalmente è in relazione alla consapevolezza delle tue potenzialità.
anche a te chiedo: come fai a misurare con precisione queste componenti come se fossero 2 entità distinte? Non è soltanto una chimera mettersi li a sparare delle cifre quando nessuno di noi potrà in alcuna maniera misurare oggettivamente quanto ci vuole di tecnica e quanto ci vuole di mentale? Il fatto è che la mente è solo un concetto astratto, non esiste fisicamente parlando. I neuroscienziati dicono che l’espressione tangibile della nostra mente è il nostro corpo! Perciò il nostro corpo è la materializzazione della nostra mente! Non si può pensare ad essa come a una entità separate da tutto il resto e misurarne la sua presenza. La nostra mente è in tutto ciò che facciamo e in tutto ciò che siamo. Sta a noi sviluppare le sue enormi potenzialità!
Non so definire quanto sia la percentuale ,però ritengo che questo lavoro dovrebbe essere impostato dai maestri federali, da quando i bambini diventano agonisti, in base alla mia esperienza e avendo 2 ragazzi che giocano a tennis da molti anni, mi sono resa conto che quasi tutti i maestri allenano la tecnica ,ma non la mente, ed in effetti molte performance perse sono dipese solo dalla mente .
E daltronde, tu dici e’ un lavoro che dura anni.
Forse bisognerebbe prima di tutti allenare i maestri.
grazie
A mio parere, lasciando da parte le percentuali che penso siano del 50-50, mi capita spesso di vincere partite quando la sera prima trascorro una serata molto compiacente, e questo mi fa si che quando entro in campo sono in un certo senso rilassato, non contratto e voglioso di divertirmi, tanto da esprimere il mio miglior tennis e quindi portarew a casa l’ incontro…questa cosa è normale? capita mai a qulcuno di voi? grazie
1) mentale / tecnica 60/40
2) spero di arrivare a 40/60
come fai a misurare queste cifre? A occhio? Conosci un metodo scientifico che ti consente di stabilire con esattezza le proporzioni di cui parli? Io credo di no. La nostra è solo una convinzione aleatoria. Nessuno di noi può misurare la componente mentale e quella tecnica come se fossero 2 entità separate. La nostra mente permea tutto quello che facciamo ed è in tutto ciò che siamo.
1. 40/60
2. Poco ! Sono convinto che il nostro atteggiamento mentale sia strettamente connaturato al carattere e – conseguentemente – difficilmente modificabile…
Dissento. Ognuno di noi può fare radicali cambiamenti proprio grazie all’immenso potere della nostra mente. Dobbiamo per prima cosa diventare consapevoli di questo e poi porci l’obiettivo di trasformare il nostro atteggiamento e lasciare che questa trasformazione influisca su ogni aspetto del nostro modus operandi.
Gira che ti gira, tutti diciamo più o meno le stesse cose : E’ necessario abbinare una grande forza mentale ( ..e quì vengono molto utili i tuoi suggerimenti ) a una buona tecnica e ad un buono stato fisico.
Darei anch’io un 33,3% a ciascun elemento.
Comunque grazie ai tuoi suggerimenti, il mio tennis pare decisamente migliorare.
Come allenatore;o coach,con tanti anni di esperienza nel tennis,mi sento di affermare che un po Tutti abbiate ragione.una mia considerazione è quella che il tennis,ha avuto,e ha sempre piu bisogno di allenare la mente di qualsiasi atleta,ma bisogna fare un distinguo.il tennis è uno sport singolo,quindi ogni giocatore a delle problematiche diverse di intervento,fin dai giovani atleti bisogna iniziare una sorta di allenamento mentale di base,per poi intervenire sullo specifico,in una mente gia allenata,mi rimane quindi difficile fare delle percentuali,ogni soggetto ha percentuali diverse.come nella tecnica dei colpi,bisogna lavorare tanto sui giovani atleti,per poter continuare senza interruzzioni nella progressione agonistica.comunque come gia ho scritto ritengo questi argomenti molto ben curati e sopratutto ben esposti e mi aspetto una continuazione di questo lavoro,molto vicino a quello che in passato e anche al momento sto praticando con i miei allievi.complimenti ancora,buon lavoro e a risentirci presto.
50|50
CON TECNICHE DI CONTROLLO MIGLIORA PER ME DELL’ 80%
Francamente faccio fatica a capire la domanda. Provo a dire la mia.
Prima ci vuole la tecnica, assolutamente fondamentale; limita il livello massimo di gioco che possiamo esprimere. Naturalmente braccia e gambe sono comandate dal cervello e dal midollo spinale. Quindi anch’essi hanno il loro ruolo.
Poi è indispensabile la forma fisica, come si potrebbe altrimenti palleggiare per 30 colpi consecutivi?
Quando si è dotati di tecnica e resistenza la testa gira magnificamente, è un orologio.
Altro problema è quello che considera le frustrazioni e le negatività che sopraggiungono durante il gioco. Sono la conseguenza delle manchevolezze tecniche e fisiche; bravi sono coloro che riescono mantenere lo stesso livello di gioco in condizioni di punteggio diverse. Resta il fatto che chi domina in tecnica e resistenza non è mai vittima di problemi “mentali”.
1. 50/50
2. l’aspetto mentale conta parecchio e migliorare la concentrazione è fondamentale, sicuramente la forma fisica influenza l’aspetto mentale e viceversa, la tecnica di uno che gioca da 10 anni rispetto ad uno che gioca da 1 conta ed influenza anche l’aspetto mentale e viceversa.
50-50
30%
50/50
70/30
1) 50/50
2) La percentuale è sicuramente variabile alla soggettività delle persone, ma direi non di più del 25-30%, il che sarebbe già un grandissimo risultato!
alcune cose vengono spontanee (talento, allenamento, predisposizione specifica), altre devi pensarle per farle, a prescindere dall’avversario, anche se ti chiami Roger…
Credo che la componente più che mai psicologica sia influente. E soprattutto il nostro stato emozionale che è diverso ogni giorno. Ci sono partite che noi affrontiamo carichi come leoni perchè siamo più tranquilli in gerale, perchè è il nostro giorno sì….e quindi vediamo il nostro rovescio che parte perfetto, arriviamo su palline assurde ecc. Altre volte…invece non prendiamo un colpo, ma non sempre perchè siamo agitati dal gioco ma perchè il nostro stato psicofisico non è perfettamente equilibrato, ma sostengo, anche per altri motivi che non sono la partita.
Quindi, secondo me, è importante saper svuotare la mente da tutto ciò che non riguarda il gioco per poter essere competitivi. Tecnica e psicologia sono allo stesso livello di importanza. L’una non serve senza l’altra. E’ importante quindi un allenamento sia fisico che mentale…training autogeno ecc.
La Tecnica Mentale 20%
La Mente 30%
La Stanchezza in generale o le Cariche Energetiche il 25%
Le Tecniche di Gioco rapportate alle proprie capacità fisiche 25%
Le tecniche mentali aiutano a sfruttare al meglio le proprie capacità mentali. Così con la mente si può per esempio ovviare a parte della stanchezza e sfruttare al meglio con l’intelletto le proprie “capacità” fisiche di quel particolare giorno. Infatti, in quello specifico giorno, ancora per esempio, le cariche energetiche possono essere scarse. La mente nel gioco del tennis è importantissima.
Può sembrare contorto questo ragionamento ma io credo funzioni così… Almeno su di me funziona così.. Ho messo le tecniche mentali al 20% perchè non si può eludere del tutto la emotività.
1– 50%-50%
2 50%
1 50% 50%
2 50%
Mi sono sbagliato sono Marco
1) Tra le proposte indicherei 50/50 ma come segnalato da altri aggiungerei “forma fisica”, si può avere un’ottima tecnica ma essere scarsi fisicamente, in questo caso proporzione:
atteggiamento mentale 30
forma fisica 40
tecnica 30
2) se riusciscissi ad applicare i consigli penso potrei migliorare del 30/40 %
1)= 80/20
2)= Se la testa tiene posso migliorare del 100%, nel senso che tutto il mio tennis migliora sia da un punto di vista tecnico, ma soprattutto di risultati. Capire che le vincenti sono perdenti è l’inizio di un atteggiamento che cambia totalmente il modo di giocare e di affrontare la partita.
Roberto ha sapuo esprimere bene molti concetti, voglio solo approfondirne alcuni. Il tuo impegno verso il miglioramento di un colpo, richiede subito sforzi negli esercizi che ti porteranno a quel risultato.Questi sono costituiti da sedute in palestra, strecing, allenamenti pecifici duri in campo….nulla è però paragonabile alla gratificazione che otterrai migliorando quel colpo. Questa oltre ad essere “palabile” con i risultati, produce sempre un miglioramento dello stile che distingue il nostro sport a livello estetico. Dobbiamo avere perciò il piecere di “soffrire”!
Manca una componente: l’allenamento fisico.
Mettendo insieme tutto direi:
40/20/40 (mente/fisico/tecnica)
è vero però che senza tecnica si può avere tutta la forza mentale del mondo e si perde ugualmente, ma giocando con avversari del proprio livello o superiori il mentale è determinante!
Penso che il mio tennis potrebbe migliorare molto, almeno del 30% al mio livello non altissimo.
gli studiosi ci dicono che normalmente usiamo circa il 10-15% delle potenzialità del nostro cervello ne consegue che le differenze sono soggettive e lo sono sopratutto quando si confrontano con quelle di un altro.Se due giocatori applicano al loro gioco le stesse percentuali di tecnica,di forza e lo stesso atteggiamento mentale, chi vnce??? chi ha più fortuna ???? le variabili sono troppe per tradurle in percentuali,specialmente ai piani alti delle classifiche,tra quelli come me,giocatori di circolo, sicuramente l’atteggiamento mentale è molto più importante della tecnica forse al 70-30% l’importante è amare questo bellissimo sport e divertirsi comunque,anche quando si perde.
Sono convinta che per diventare un buon tennista serve la tecnica e la condizione fisica, ma piu’ importante, secondo me,la mentalita’ con la quale un atleta scende incampo. Quanti ragazzi tecnicamente validi in allenamento sembrano dei mostri e poi in partita sciolgono.
Prima risposta 80/20 piu mentale e dopo tecniaca vedi nadal quando gioca
con la mente si potrebbe migliorare del 60% prorpio ieri mia figlia ha giocato un 10,000 fino al 3/3 tutto ok dopo non sapeva piu cosa fare e giocava la palla solo dietro senza creare gioco cioe senza concentrazione i colpi li ha tutti forse solo un po il rovescio da migliorare come velocita .
ciao pasquale
aiuto!!!!!!!!! aiutate i circoli tennistici, ormai chiunque si spaccia per maestri di tennis, i bimbi sono nelle mani di istruttori che pur di guadagnarsi dieci euro si spacciano per maestri e seguono le SAT. mi sa che per altri cinquanta anni non avremo più giocatori di livello. pietrangeli,panatta, adesso la pennetta e la schiavone. fortunati ma solo fortuna. mi rivolgo alla FIT inviate presso i circoli osservatori e buttate fuori i ciarlatani del tennis.
credo che il giusti equilibrio tra tecnica e mente sia il migliore,quindi sono propenso per 50/50
Alberto non riesco ad ascoltare l’intervita a Sgarbi,questo mi dispiace se riesci ad aiutarmi
Un salutone e grazie per quello che stai facendo
60%-40%
Ad aver tempo direi un buon 40%
Credo che non vada sottovalutato il livello al quale si gioca. Dove c’e’ molta differenza tecnica tra i giocatori le doti mentali e di resistenza e adattamento allo stress contano meno: quello forte vince sempre. A livello professionistico l’atteggiamento con cui un giocatore scende in campo invece puo’ fare la differenza perche’ li’ anche il giocatore piu’ basso a livello di ranking ha comunque delle ottime doti tecniche e se prende fiducia puo’ battere anche quello piu’ forte ma magari piu’ scarico mentalmente e piu’ debole psicologicamente in quell’occasione.
E’ evidente che tecnica-atteggiamento mentale-risultati si condizionano a vicenda, nel bene e nel male. Per non parlare dell’attrezzo racchetta-corde e della condizione fisica. Per cui probabilmente non ha molto senso parlare di percentuali o di rapporti numerici anche perche’, come e’ ovvio, questi elementi hanno una rilevanza diversa per ciascun giocatore. Se tuttavia dovessi essere costretto con la forza a esprimere un parere, direi che la tecnica e’ assolutamente fondamentale, seguita a ruota dalla condizione fisica, dalle gambe che ti consentono di farti fare al meglio cio’ che sai fare. Se so di poter fare bene certi colpi, mi sara’ piu’ facile avere un atteggiamento mentale positivo. Non sara’ invece sufficiente una buona fiducia in me stesso a farmi diventare un… Federer.
50/50…l’aspetto mentale diventa sempre più preponderante … me ne rendo conto anche nella pallavolo( gruppo di ragazze U16)…sono un preparatore atletico …i vostri imput sono molto utili.
50-50
A parità di preparazione tecnica e fisica l’aspetto mentale pesa per l’80%. Anche perchè l’aspetto mentale ha un campo vasto che comprende la concentrazione, la sincronia (s.f.e.r.a.), la visualizzazione dei colpi, l’attenzione ai movimenti dell’avversario per anticipare i propri movimenti, i condizionamenti esterni (clima, superficie, pubblico)……..
Secondo quella che è la mia esperienza di giocatore a tempo perso…(un paio d’ore due volte alla settimana) a 43 anni da nc ed ex classificato di bassa categoria posso dire che l’aspetto mentale è molto importante, per cui non posso negare che fra mente e tecnica, in base al livello in cui uno è, vi sia un equo rapporto del 50%. E questo l’ho constatato sia personalmente che osservando campioni visti di persona quali Sergi Bruguera, David Ferrer o Andrea Gaudenzi, nonchè gente di circolo privato, Non esiste: Se non ci sei colla testa il gioca và in malora e quasi sempre perdi! I grandissimi del passato, tipo Jumbo Connors o John McEnroe insegnano a tal riguardo…
50/50 %
del 100 % !
80/20
in torneo 80%
Ovviamente contro un avversario di pari o leggermente superiore livello tecnico l’atteggiamento mentale è ciò che fa la differenza! Capacità di concentrazione , carica agonistica ,caparbietà ,non mollare mai fino all’ultimo scambio,giocano un ruolo determinante, per cui direi anche 80%
50 % tecnica 50% atteggiamento mentale.ma non bisogna trascurare la preparazione fisica che è strettamente legata alle due.migliorare la preparazione mentale può permettere di migliorare la tecnica e la preparazione fisica .
rapporto atteggiamento mentale / tecnica 50/50 %
miglioramento del 50%
se la risposta d`attacco o vincente la sbaglio 8 volte su 10 .la mente serve a poco , devo prima imparare a metterla almeno 6 volte su 10 per ( poter permettere alla mia mente di pensare positivamente per arrivare a metterne 8 su 10.dimmi se sbaglio.
credo conti molto l’atteggiamento mentale tanto e’ vero che ,a volte ,un giocatore ti rendi conto che sicuramente perdera’, dal suo atteggiamento dimesso.Quindi 60/40 ed il miglioramento puo’ essere del 30
I commenti che ho letto sono molto interessanti! Nella mia personale esperienza l’aspetto mentale è predominante > 50%
Da tennista di rientro dopo tanti anni di inattività ho recuperato la tecnica che avevo e sto recuperando la forma fisica in maniera decente per la mia età diversamente giovane.
Con il maestro o amici fino a quando si palleggia tutto bene. Appena inziano i games la mente si perde.
Quando riesco a stare nello stato di tensione rilassata (sembra un ossimoro ma non lo è) invece gioco a un livello che sembra non appartenermi stupendo anche il maestro.
Applicare e raggiungere con successo la corretta concentrazione e atteggiamento mentali per me vorrebbe dire migliorare almeno del 50%.
Ho trovato molto utili sia il libro di Agam Bernardini sullo lo Zen e il gioco del tennis e il “pilastro” The inner game of tennis di Timothy Gallwey.
Eh si, la mente e’ cosi’ importante nel tennis. Il fatto e’ che ci alleniamo sulla tecnica, ma non sulla tecnica mentale, sul “tennis mentale”. Ma si puo’ fare come hai ben visto con i libri che hai letto.
50 mentale 20 tecnica 30 atletico
Ieri ho perso un incontro quando al terzo set 5 games pari non ho avuto la forza mentale per diventare cinico, freddo e concentrato e portare a cas gli ultimi 2 games.
Quindi 50% tecnica e 50 % mentale, dando scontato una buona preparazione fisica.
Bella testimonianza!
e sicuramente vero che il non esiste un peggior nemico di se stesso
Secondo me la tecnica e’ fondamentale ma influenzata nettamente dall’ aspetto mentale . Mi spiego ne senso che per giocare bene occorre conoscere bene la tecnica in modo tale da rendere i movimenti fludi e precisi pero’ l ‘aspetto mentale e’ qualcosa che va’ allenata al pari della tecnica . Quante volte diciamo che la partita agonistica e’ un’altra cosa rispetto a quella di allenamento ? Quante volte vediamo giocare male in gare agonistiche persone che in allenamento viceversa sono nettamente piu’ forti ?
Quindi ritengo che la percentuale giusta sia 50/50 perche’ la tecnica non puo’ fare a meno dell’aspetto mentale .
La tecnica è senza dubbio fondamentale, ma quando entri in campo con un atteggiamento di sudditanza psicologica nei confronti del tuo avversario non c’è tecnica che tenga.
Sei convinto di non poter vincere e così sarà, la tecnica la dimentichi, si commettono errori che in altre situazioni non faresti.
Quindi un buon 60 mentale e 40 tecnica.