Novak Djokovic: biografia e analisi del gioco

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Inizia con questo articolo, una nuova serie di biografie e analisi dei tennisti pro (maschi e femmine) attualmente più significativi, che pubblicherò periodicamente sul blog. Anche se è chiaro che questi atleti hanno qualcosa in più dal punto di vista del talento, del fisico e mentale (sono dei pro) per noi appassionati è comunque utile valutare le loro performance e differenze per ispirarci.

Novak Djokovic è stato il tennista più vincente del tour maschile nel 2011 e attualmente numero 1 della classifica ATP. Per cui ci sembrava giusto iniziare con lui, anche se il suo nome è meno conosciuto di altri tennisti di cui parleremo nei prossimi articoli.

Biografia

Djokovic è nato nel 1987 a Belgrado, Serbia. Viene da una famiglia di sportivi, i suoi genitori sono sciatori professionisti, suo padre anche eccellente giocatore di calcio e hanno un’accademia di tennis. Ha iniziato a giocare a tennis a 4 anni e il suo talento si è dimostrato immediatamente.

Due coach sono stati fondamentali per lo sviluppo di Djokovic. Il primo coach è stata la nota developmental coach serba Jelena Gencic che lo ha scoperto quando aveva 8 anni. A 12 anni ha iniziato ad allenarsi alla famosa Niki Pilic Tennis Academy di Monaco di Baviera. Pilic è stata una figura importante nella maturazione del tennis di Djokovic.

La carriera junior di Novak Djokovic è stata veramente impressionante. Ha concluso il 2001 come cambione europeo under 14 ed è successivamente diventato il migliore europeo under 16 due anni dopo.

La sua carriera come tennista professionista ha avuto un decollo rapidissimo quando ha vinto il suo primo torneo professionale nella categoria futures nel 2003.

Sin da allora Novak è diventato uno dei migliori tennisti professionisti, anche se per molti anni è stato il numero 3 dietro a Nadal e Federer. Nel 2008 ha vinto il suo primo torneo importante agli Australian Open.

Il 2011 è invece stato l’anno della svolta per Novak Djokovic, ormai soprannominato “The Djoker”!

Sta attualmente giocando il miglior tennis della sua vita e non ha perduto nessun match fino alla seminifinale dei French Open contro Roger Federer. Ha vinto gli Australian Open, Indian Wells, Miami, Wimbledon e gli US Open! Le vittorie del 2011 lo hanno portato in vetta alla classifica ATP davanti ai suoi avversari di sempre Nada e Federer.

Analisi del gioco

1. Tecnica

Djokovic ha sempre avuto alti e bassi con la sua tecnica. Tuttavia ha tutti colpi solidi che andiamo a vedere nel dettaglio.

Diritto

Djokovic gioca il suo diritto con un’impugnatura piuttosto estrema. La nocca del suo indice è attorno alla scanalatura 4.5 della racchetta. Questo è uno svantaggio quando si risponde al servizio e può anche rendergli difficile tenere la palla piatta in certe occasioni.

Nonostante ciò, Novak ha un diritto efficace. Non è così compatto come il suo rovescio, tuttavia e può avere delle discontinuità nelle performance. A volte colpisce estremamente bene, altre può mancare colpi anche relativamente facili.

Come tutti i tennisti professionisti, Djokovic muove la sua racchetta dall’alto al basso e poi di nuovo in alto!

Possiede anche l’importante swing dentro-fuori che permette di usare il braccio come una leva. La sua impugnatura estrema gli richiede un sacco di rotazione superiore del corpo, molto simile a quella di Roddick.

A mio avviso, talvolta Novak ruota il corpo troppo e questo provoca errori non forzati. Infatti, durante la fase di contatto, la parte superiore del corpo dovrebbe essere relativamente ferma per indirizzre la racchetta nella giusta direzione verso la palla. Quando Djokovic ruota troppo violentemente, le sue spalle continuano la rotazione fuori dalla “confort zone” e questo porta talvolta dei colpi bloccati.

Si osserva questa sua tendenza più spesso quando ha colpi facili sul diritto e ha bisogno di generare molta energia sul colpo.

Rovescio

Secondo me Novak Djokovic ha il rovescio migliore di tutti i tennisti maschi nell’attuale circuito professionistico.

Djokovic in allenamento – Guarda che incredibile rovescio!

Da un punto di vista tattico, Djokovic ha un incredibile quantità di opzioni con questo colpo. Può andare in lungolinea, incrociare e comunque colpire con forte angolazione da praticamente qualsiasi situazione e posizione in campo. Inoltre non fa praticamente mai errori non forzati sul rovescio. Il suo rovescio lungolinea e probabilmente il suo miglior colpo in assoluto.

La ragione per questo grande rovescio è ovviamente una grande tecnica!

L’esecuzione del colpo è breve e non ha alcun movimento extra non necessario. Questo significa economia di movimento ovvero maggior velocità e minor sforzo e dimostra come sia fondamentale lavorare sui nostri colpi per ottimizzarli al massimo!

Il rovescio di Djokovic inizia con un’ottima presa di entrambe le mani. Quando la pallina si avvicina, il movimento del suo busto è straordinariamente fluido, permettendogli di portare la racchetta abbastanza vicina al corpo per poter effettuare il suo swing dentro-fuori. Al contatto con la palla la testa rimane fissa, e si alza seguendo il movimento del corpo. Ogni parte del suo corpo si muove all’unisono con le altre: Oltre che “bello da vedere”, questo gli permette anche di usare tutta la forza cinetica che ha in corpo.
Se volete copiare il rovescio a due mani di qualcuno… copiate tutto ciò che fa Novak!

Colpo tagliato

Il colpo tagliato di Djokovic è solido e deciso. Lo può usare sia come strumento di difesa che d’attacco, in risposta a palle basse. Però, come la maggior parte dei tennisti, anche Novak ha il problema di esporre troppo la faccia della racchetta quando taglia. Questo comporta di colpire la pallina troppo sotto la racchetta, facendola alzare un po’ troppo invece di piazzarla appena al di sopra della rete. Questo errore (che però fanno più o meno tutti i pro) non rende il tagliato di Djokovic tra i migliori in circolazione.

Volée

All’inizio della carriera, Novak non si trovava bene a giocare sottorete. Da allora, ha promesso che si sarebbe allenato a migliorare questo suo aspetto di gioco. E i risultati si vedono!
Anche se probabilmente la volèe non gli verrà mai naturalmente (dono di cui invece godono molti altri tennisti, pro o non pro), ha migliorato la volèe a tal punto da poterla utilizzare in qualsiasi occasione.

Djokovic in allenamento – guarda alcune volèe molto ben eseguite

Nel video potete esattamente vedere come la racchetta si muove in avanti al momento dell’impatto, e non su e giù. Questo dettaglio può davvero migliorare una volèe di molto, e merita di essere copiata!

Infatti, sia nelle volèe di diritto e di rovescio, Djokovic è capace di tenere la racchetta piatta rispetto alla pallina e stabile nella zona di contatto.

Comunque, nelle sue voléeil diritto sembra più stabile del rovescio, e questo è probabilmente causato dalla sua presa. Infatti, sembra che mantenga la presa alla stessa altezza sia per la volèe di diritto che per quella di rovescio. In questa presa Novak tiene la nocca dell’indice più o meno a metà racchetta: questa è un’ottima posizione per il diritto, ma espone la racchetta un po’ troppo per il rovescio. Djokovic deve quindi aggiustare la sua presa di qualche centimetro per poter effettuare anche un’ottima volèe di rovescio.

Servizio

Il servizio di Novak ha avuto alti e bassi durante la sua carriera.

Quando ha vinto il suo primo trofeo importante, gli Australian Open del 2008, il servizio era molto buono, teso e potente. Il 2009 e nel 2010 invece, hanno visto Novak avere grandi difficoltà nel servire e nel fare punti dalla battuta. Recentemente ha ripreso a servire in modo molto migliore, testimone la sua ascesa nel 2011.

Cosa è cambiato?

Credo che la fluidità sia l’aspetto più importante della battuta efficace di Djokovic. Quando serve bene, infatti, il suo corpo si muove in maniera fluida, senza alcuna esitazione nel battere.

Djokovic al servizio nel 2007 – un movimento molto fluido

È risaputo che Djokovic abbia avuto problemi a battere nel 2009 e nel 2010 (si vedeva sul campo!), e questo era dovuto anche al suo coach di allora, Todd Martin, che ha provato a far battere Djokovic con un movimento più scattante e veolce, rendendo però la battuta abbreviata e fin troppo meccanica. Il caricamento soprattutto sembrava molto strano, e la battuta nel complesso ha perso la fluidità che la contraddistingueva in precedenza. Per fortuna ha risolto tutto per vincere nel 2011!

2. Tattica

La tattica di Novak Djokovic si basa sullo sfruttare i suoi punti di forza, ovvero lo scambio molto potente e la sua straordinaria abilità nel muoversi sul terreno di gioco.

Per questa ragione, la sua strategia di controllare il gioco dalla linea di fondo è oltremodo vincente. È infatti dal fondo che riesce a gestire e impostare il gioco come desidera (in più, come abbiamo già visto, ha recentemente sviluppato il suo gioco sottorete).

Un modo per mettere in difficoltà di questo tipo di gioco, consiste nel giocare palle veloci a lato del giocatore. Djokovic ha la fortuna che padroneggiare questo tipo di gioco è molto complesso, ed è per questo che non gli viene utilizzato contro molto spesso.

Un eccezionale punto in rovescio lungolinea di Djokovic,
giocato abbondamente fuori dal campo!

In modo simile a due altri campionissimi, Federer e Nadal, Djokovic gioca perfettamente sia in difesa che in attacco.

Cosa distingue questi grandi campioni da tutti gli altri?

Semplicemente l’abilità di sapere quando cercare il punto, quando piazzare la palla e quando invece ritirarsi in difesa. È raro infatti vedere Djokovic e altri campioni perdere la palla ai lati del campo o contro la rete.

A parer mio, Novak potrebbe sfruttare il suo rovescio di più, piazzando la palla più sul fondo della metà avversaria, invece di limitarsi ad arrivare ai 3/4 del terreno di gioco. Inoltre potrebbe anche correre più spesso sottorete a colpire le palle corte (a volte, stando sulla linea di fondo, ci si… impigrisce. Soprattutto se sei il numero uno al mondo!).

Nel complesso però, la tattica di Djokovic, come della maggior parte dei campioni, è efficace e di livello molto elevato.

3. Aspetto fisico

Il modo in cui si muove Novak sul campo, specialmente su terreno duro, è davvero incredibile!

Djokovic ha il tipico fisico del tennista. Le gambe sono incredibilmente potenti, e il busto è relativamente magro e atletico. La forza delle gambe viene usata per i movimenti esplosivi che contraddistinguono Djokovic, mentre il busto mantiene un’elasticità che gli permette di caricare ed equilibrare l’energia cinetica per sferrare il colpo. Avendo un controllo del corpo così estremo, dato dalla perfetta combinazione gambe-busto, Novak riesce a scegliere ed utilizzare i muscoli giusti con assoluta precisione.

Essere al massimo della forma è d’obbligo per restare al top del tennis moderno. In questa categoria, Djokovic si merita il massimo dei punti!

4. Mentalità

Se proprio dovessi cercare il pelo nell’uovo, direi che una leggera pecca di Djokovic era proprio la mentalità. Nonostante sia un gran lottatore in campo, quando le cose non andavano per il verso giusto, Novak tendeva a mettere a nudo tutte le sue debolezze mentali.

Specialmente nei match importanti con altre superstar (vedi Federer o Nadal), Djokovic non tirava fuori abbastanza spesso  la competitività che applicava agli altri match, quelli che lo vedevano di una spanna superiore. Era infatti facile vederlo arriabbiarsi con sè stesso, mostrare apertamente rabbia ed emozioni negative e non giocare al meglio nei momenti cruciali.

Dal 2011, tutto questo sembra essere cambiato. Le recenti vittorie (di nuovo, vedi Nadal), hanno dimostrato che Djokovic può mantenere un livello estremamente elevato di confidenza e concentrazione anche nei match con altre superstar. Questo ha fatto di lui il numero 1 al mondo!

Che abbia utilizzato il Tennis Mentale? Penso che certamente abbia lavorato su quest’area del suo tennis che lo penalizzava al di là delle capacità tecniche e fisiche.

Sarà interessante vedere se riuscirà a mantenere questi livelli elevati di performance mentale.

Ranking

Se si dovesse stillare un ranking delle migliori qualità di Novak “The Djoker” Djokovic, questi sarebbero i risultati:

1. Aspetto fisico
2. Tattica
3. Tecnica
4. Mentalità

Se fossi il suo coach…

Se fossi il coach di Djokovic, lo farei lavorare sul servizio, per riprendere una volta per tutte e non perdere più la fluidità della battuta, che ne migliora altamente le prestazioni. Alla fluidità aggiunderei anche dell’esercizio per non esporre troppo la racchetta nella fase di caricament0, al fine di non perdere potenza.

In più, gli mostrerei video dove il suo diritto risulta debole, cercando di capire con lui le cause e di correggerle (anche se ho già un’idea: eccessiva rotazione e apertura troppo anticipata della racchetta)

Per finire, gli ricorderei che non c’è nessun beneficio nel mostrare le proprie emozioni negative in situazioni critiche, perché causano solo altri errori! Comunque, questo sembra averlo già imparato per conto suo…

Che giocatore, Novak “The Djoker” Djokovic!

Per finire questo articolo ecco una lunga sequenza di allenamento di “The Djoker” alle ATP World Tour Finals 2011


8 comments

  1. Gran bell’articolo, non avrei mai pensato di trovare “difetti” ad un giocatore come Novak. Ma dimmi una cosa, come si fa ad imitarlo? Ciao

  2. trovo che egli sia un grande campione, efficacemente costruito e fisicamente infinito. complimenti per l’analisi critica che hai evidenziato; ma il genio e la naturalezza dei movimenti di federer compensano anche la sua minor potenzialità fisica rispetto a Diokovic. Condividi?

  3. Eccezionale Djokovic. Questo lo sapevamo.

    Fantastico e molto istruttivo il Vostro servizio. Voi siete impareggiabili.

    Grazie.

    Carlo

  4. Eccezionale Djokovic. Questo lo sapevamo.

    Fantastico e molto istruttivo il Vostro servizio. Voi siete impareggiabili.

    Grazie.

    Carlo

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