Un tennista, con l’esperienza, si rende conto che ci sono piu’ livelli di concentrazione e trova quale e’ quello piu’ efficace in una specifica situaizone. Impara a concentrarsi e questo gli permette di giocare “al suo meglio” per un periodo di tempo piu’ lungo che se giocasse in maniera “naturale”.
La concentrazione e’ uno dei primi termini di psicologia sportiva che gli atleti sentono ripetere quando iniziano a praticare seriamente il loro sport. Sentono gli allenatori che dicono cose tipo: “Ora concentrati!” o “Focus! Rimani focalizzato…”
Il problema e’ che… la maggior parte degli atleti non conosce un metodo pratico per concentrarsi! Magari provano a farlo, ma finiscono per concentrarsi su cose che sono fuori dal loro controllo – come, per esempio, vincere l’incontro – e questo li rende solo piu’ ansiosi e… meno concentrati!
In questo articolo ti voglio parlare dell’importanza di ottenere il 100% di concentrazione: non e’ un obiettivo aspirazionale, vedrai che meno del 100% significa non riuscire a essere concentrati.
Iniziamo questo articolo dai “4 stili di concentrazione” che sono stati definiti da Robert Nideffer, autore de “The Inner Athlete” un libro fondamentale, pubblicato quasi 40 anni fa, sulla psicologia applicata allo sport.
I 4 stili di concentrazione nel tennis
1) Esterno Allargato (External wide)
Quando, dopo aver colpito la palla, il tennista percepisce il suo avversario, dove la sua palla tocchera’ nel campo avversario, la posizione in campo e cosi via, mantenendo questa visione ampia del tutto.
2) Esterno Ritretto (External narrow)
Quando il tennista che sta per colpire la pallina e’ focalizzato totalmente… sulla pallina!
3) Interno Allargato (Internal wide)
Quando il tennista sta pensando alla strategia che dovra’ giocare pria del match, gli schemi tattici (serve & volley, tattiche di spostamento, come controllare il vento…)
4) Interno Ristretto (Internal narrow)
Quando il tennista visualizza il servizio appena prima di compierlo nella realta’.
Per la psicologia del tennis di base – quindi non in situazioni di agonismo spinto o professionismo – questi differenti tipi di concentrazione non sono tuttavia cruciali. E’ utile pero’ sapere che ci sono 4 modalita’ di concentrazione e che l’efficacia del nostro gioco dipende da come sappiamo passare facilmente da un tipo di concentrazione a un altro.
Per la maggior parte degli appassionati e del tennis amatoriale, e’ piu’ pratico conoscere le due tecniche insieme piu’ efficaci e semplici per migliorare la concentrazione:
- Svuotare la mente
- Focalizzarsi su qualcosa
Come svuotare la mente
Per svuotare la mente – dai pensieri negativi o semplicemente non necessari – il tennista deve usare tecniche di controllo mentale che “acquietano la mente”. Giocatori piu’ esperti riescono semplicemente a smettere di pensare… rendendosi conto che stanno pensando troppo.
Quando la mente del tennista e’ sgombra significa che non ha piu’ pensieri o parole a cui sta pensando, ma questo non significa assolutamente che non sia concentrato, anzi.
Vuoi una semplice dimostrazione?
Prendi un piccolo oggetto, una penna o una pallina da tennis. Lanciala in aria e prendila.
E’ molto probabilme che non stessi pensando a nulla mentre stavi guardando l’oggetto nella sua traiettoria e ti coordinavi per prenderlo al volo. Sicuramente pero’ eri concentrato.
Se hai fatto questo esperimento, hai provato lo stato mentale di mente sgombra.
Come focalizzarsi
Focalizzarsi su qualcosa e’ piu’ utile quando le cose non vanno come vuoi o comunque stai affrontando dei problemi che devi risolvere.
Esempi:
- C’e’ vento e quindi il tuo focus e’ giocare lontano dalle linee. Sei focalizzato su qualcosa, la tua mente non e’ sgombra e tu hai un piano d’azione che sta lavorando in silenzio nel sottofondo.
- Giochi con qualcuno che ha un rovescio debole e il tuo focus e’ giocare il piu’ possibile sul suo rovescio. Quindi stai focalizato su questo obiettivo, il tuo gioco non e’ totalmente istintivo e quando colpisci la palla puoi avere una mente totalmente sgombra perche’ hai gia’ deciso la direzione del tuo colpo (in questo esempio: sul suo rovescio).
E’ molto importante quindi, che come tennista tu stia focalizzato sulla ricerca di soluzioni a problemi che sono un modo automatico per concentrarsi.
Rimanere invece dentro il problema (“il mio rovescio fa schifo”, “non mi sento sicuro”, “il mio passante lungolinea ha toccato la rete…”) ha l’unico risultato di rendere il problema sempre piu’ presente e profondo (di difficile soluzione) perche’ questi pensieri ti rendono sempre piu’ nervoso, dubbioso e… incazzato.
Perche’ e’ indispensabile raggiungere il 100% di concentrazione
Un altro punto fondamentale sulla concentrazione e’ questo: puoi perderla quasi istantaneamente, ma ti ci vuole un bel po’ per ritrovarla.
Questo diagramma spiega il problema graficamente:

Perche’ tutto cio’ e’ importante?
Perche’ si puo’ innestare un circolo vizioso. Quando un tennista si rende conto che la sua concentrazione e’ calata e inizia a ricostruirla, gli ci vuole un po’ di tempo. Durante questo tempo continua a non essere totalmente focalizzato e questo puo’ continuare a causargli errori. Questi errori possono di nuovo fagli perdere la concentrazione e quindi deve ricominciare daccapo. E cosi’ via!
Per questo motivo e’ essenziale che il tennista capisca che non puo’ giocare il suo miglior tennis se non e’ concentrato al 100%. Questa e’ una condizione indispensabile, ogni altra cosa e’ secondaria.
Deve accettare gli errori come parte del suo lavoro per raggiungere la massima concentrazione. Infatti, quando tornera’ al livello 100% di concentrazione il numero di errori calera’ significativamente.
Consigli pratici
Ecco alcuni consigli pratici per allenarti a ottenere il 100% di concentrazione.
Dopo l’allenamento scrivi:
- Il tuo livello di percezione della concentrazione che hai avuto, da 1 a 10. 10 significa che tu sai esattamente quando la tua concentrazione cala, 1 che sei totalmente ignaro di questo meccanismo.
- Quali eventi o pensieri ti fanno perdere la concentrazione? E come giochi dopo che questo succede?
- Valuta su una scala da 1 a 10 la tua capacita’ di concentrazione sulla base dei 2 sistemi che ho presentato in questo annuncio (focalizzarsi sulla soluzione o svuotare la mente)
Questi e molti altri metodi di controllo mentale per il tennis, sono spiegato nel corso Tennis Mentale, il primo corso in italiano dedicato ad allenare la mente per vincere a tennis. Clicca qui per tutti i dettagli su Tennis Mentale.
molto ,molto, interessante!!!!!!!!!!
Ho un “amico” molto giovane (14 anni) che gioca bene, un tennis moderno insomma, ma che quando va in partita non riesce a concentrarsi e si lamenta continuamente, diventa sconsolato e cosi ogni tanto partono pallate ed errori gratuiti, cosa che non fa all’inizio quando corrono i primi punti. Un vero peccato perchè potrebbe sempre ribaltare il finale delle partite che spesso perde x tale motivo. Avete un idea di cosa si deve dire o come poterlo aiutare? Come al solito ai giovani tennisti ci si affeziona anche un po e si vorrebbero aiutare!!!!
Grazie se puoi rispondere.
Non e’ che ti posso dare un consigli da qui, Leonardo. Bisognerebbe veramente parlarci e capire quali sono le sue strategie mentali per entrare in quello stato. Perche’ cosi’ come siamo capaci di entrate in uno stato mentale positivo ed efficace, ancora piu’ bravi siamo ad entrare in uno stato mentale perdente, come capita al ragazzo di cui parli. Attenzione: e’ lui stesso che si mette in quella situazione e ha la sua particolare strategia per farlo. Il concetto (su cui puoi lavorare) e’ questo: capire le sue strategie di incainamento (“come fai a incasinarti?”) e capire quali sono i vantaggi che pensa di ottenere da una strategia di incasinamento. Perche’ quando scegliamo una strategia di comportamento, per sbagliata che possa sembrare, per quanti danni possa fare, la scegliamo perche’ pensiamo ci sia utile. Ecco, queste sono un po’ le basi su cui puoi iniziare a lavorare. In Tennis Mentale trovi altre informazioni… ma comunque sta a lui aiutarsi, tu puoi fare fino a un certo punto.
Grazie per la risposta, come sempre gentilissimi e pronti a rispondere ai nostri quesiti.
grazie bellissimo articolo, semplice da memorizzare e molto accurato. aggiungo solo che personalmente riesco a mantenere la concentrazione in 2 modi, uno con il battito di ciglia che ha la funzione mentale dei tergicristalli di un parabrezza, infatti immagino che chiudendo gli occhi tolgo via dalla mente ogni pensiero anche piccolo, e l’altro un po più impegnativo riguarda il fatto di azzerare ogni pensiero nel momento che colpisco la palla e la rimando dall’altra metà del campo, e non solo azzero i pensieri ma anche il tono dei muscoli cosi appena colpisco mi costringo a un generale rilassamento mentre ritorno nella “ready position”, e questo mi aiuta a non accumulare tensione tra uno scambio e l’altro. in genere quando ci riesco i miei avversari mi confermano che arrivavo con grande facilità su ogni palla e lasciavo partire delle autentiche cannonate senza dare l’impressione di sforzo fisico. quando invece non ci riesco allora diventa dura, mi sento confuso e parto in ritardo perciò arrivo male sulla palla e di conseguenza sbaglio.
Renato e’ molto interessante il tuo metodo delle ciglia per pulire la mente. Devo dire che l’ho provato (non in campo, ma in un’altra occasione) e funziona molto bene.
vi ringrazio ma il mio problema mentale n1 non è la concentrazione ma un eccesso di attenzione, in buona sostanza devo fare un grande sforzo per entrare in campo con un certo disinteresse, con un po di distacco, ma non sempre riesco a mantenere questo atteggiamento a lungo e a volte finisco per prendere troppo sul serio la cosa e inizio a sentirmi rigido.
Beato te!!!! A me la concentrazione va via dopo 5 game di match. Bel problema!! Da oggi in poi proverò questi metodi. Speriamo bene e grazie del bellissimo articolo
Ho ordinato il vostro libro e intuisco che ho fatto un buon acquisto.Sono anni che faccio ricerche di articoli sul mentale e, in effetti, sono diventata decisamente “vincente” (ovviamente al mio livello”). Il diagramma sul tempo di recupero della concentrazione è di grande aiuto ed è una indicazione che non avevo mai trovato in altri articoli.Grazie.Sono ansiosa di leggervi.
Daniela
Grazie Daniela, e’ un argomento che interessa moltissimo anche me, anche in ambito lavorativo. Proprio per questa passione ho prodotto il corso Tennis Mentale.
Il discorso sulla concentrazione è molto, molto complesso. Studi assai approfoditi sono stati compiuti da Posner il quale ha spiegato esattamente come funziona il processo. Studi altrettanto interessanti sull’argomento in campo sportivo sono stati condotti da Moran. I tipi di concentrazione sono estremamente vari e dipendono molta dalla personalità dell’atleta. Gli stili di concentrazione non sono soo interni ed esterni. Ci sono giocatori a concentrazione associata come Federer e Nadal e giocatori a concentrazione dissociata come Djokovic o Agassi. Ci sono anche giocatori che preferiscono la concentrazione attiva (Nadal) e quelli che preferiscono uno stile passivo (Federer). C’è molto da molto da studiare, lavorare ed esercitarsi sulla concentrazione!!!!!!!
dunque,anche secondo me l’articolo è molto interessante,a me aiuta e ringrazio l’autore per averlo scritto,però mi aiuta fino ad un certo punto.
da profano della psicologia e da amatore (scarso;insomma,principiante) che sono come tennista,posso dire che è un po…troppo dettagliato per i miei gusti l’articolo.
a me basterebbe saper applicare la prima delle due fasi di concentrazione consigliate per noi tennisti amatoriali,vale a dire la mente sgombra.
riuscire a giocare partite intere di tennis avendo lo stato interiore che si ha quando si lancia un oggetto in aria e lo si riprende(ho fatto anche questo “piccolo esercizio” per vedere bene cosa si prova) per me sarebbe già un traguardo di valore inestimabile.
la cosa che non capisco è invece come ci si possa concentrare su cose come il rovescio dell avversario,o il piazzare la palla dentro le linee quando c è vento,anche perchè cosi facendo non si perde di vista il primo obiettivo,ovvero quello della mente sgombra?
ad esempio,questo primo obiettivo lo si puo avere tranquillamente ogni volta che serviamo noi,per il semplice fatto che il servizio è l unico colpo che “non dipende dall’avversario” e che comporta il lancio della pallina in aria (proprio come l esercizio proposto dall’articolo).
insomma,sarebbe interessante per me riuscire ad ottenere quello stato interiore che si ha quando si serve durante tutto il match,o il piu possibile durante il match,questo a prescindere dal vento,dal freddo o dal caldo,dal rovescio dell avversario o da altri fattori.
scusate la lunghezza.
anzi,aspetto volentieri risposte.
grazie
La cosa che mi succede e’ la seguente: se gioco con un giocatore tecnicamente piu’ forte, piu’ bello da vedere o almeno che io credo sia tale comincio ad entrare in una spirale autodistruttiva e finisco con il perdere 6-1 6-0 ma soprattutto giocando molto peggio di come so. Come se dimenticassi quel poco che so azzerandolo completamente. Il sentimento prevalente e’ un misto di rabbia e frustrazione. Sarebbe bello giocarsela anche con i piu’ forti, perdendo sicuramente ma facendo il massimo e vendendo cara la pelle. Secondo voi è un problema di concentrazione o cosa? Grazie anticipate.
Il mio problema è certamente la concentrazione… A volte gioco bene… Riesco ad arrivare bene sulla palla e a fare i movimenti giusto, riesco ad imporre il mio gioco … A volte però sembra che non ho mai giocato a tennis …
Credo che tutto abbia a che fare con l’io personale ed egoistico. L’io fa calcoli di convenienza. Fa insinuare il dubbio. Credo che spegnere la mente sia come tacitare l’io e imparare a sentirsi. È un po come uno stato meditativo, credo.
Io vado spesso al muro e spesso, all’inizio i colpi vanno poco, specialmente quelli che sono meno sicuri. Poi, sempre, dopo più o meno una mezz’oretta, comincio a mollarmi e tirar cannonate di dritto e di rovescio. Mi piace chiamarlo momento Matrix (qualcuno si ricorda la scena finale in cui il protagonista schiva i proiettili con la massima rilassatezza accorgendosi di avere un sacco di tempo?). Credo sia perché la mente si stufa e molla la presa (il muro in questo aiuta non essendoci l’avversario). In partita invece ho anch’io i soliti problemi di rendimento, specialmente al servizio. Trovo l’argomento da voi trattato estremamente stimolante ed approfondirò sicuramente.
Intanto grazie.
Andrea, Venezia
Quanto conta la mente nel tennis di quarta categoria? Grazie