Tennista, cosa puoi controllare?

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Quando un tennista si rende conto che la maggior parte degli eventi nel tennis non sono sotto il suo diretto controllo, allora può focalizzarsi sulle cose che invece può controllare.

La maggior parte degli eventi in ogni sport non sono sotto il controllo dell’atleta. Per controllo, intendo un fattore controllabile al 100%, come accendere la luce in una stanza. Nel tennis, certamente il tennista non può controllare eventi come le chiamate dell’arbitro, il net, le chiamate sulla riga,  le condizioni del tempo, eccetera.

Un altra parte molto importante che non è controllabile è il punteggio. Un tennista non può sapere che punteggio otterrà, a che fase del torneo arriverà, quale sarà il suo ranking e se alla fine vincerà o perderà…

Ora… cosa succede se come tennista vuoi controllare le cose che non puoi controllare?

Diventi molto ansioso e nervoso.

Vuoi vincere questo punto o questo game, ma allo stesso tempo ti rendi conto che non sei in grado di essere certo al 100% che potrai farlo. Il desiderio di qualcosa che non sei sicuro di ottenere può causarti molta tensione nel tuo corpo e battaglie dentro la tua mente.

Questo stato d’animo spesso degenera in uno stato di “soffocamento”. Succede quando la tensione e i pensieri negativi sulle cose che non puoi controllare ti influenzano così tanto che non sei neanche in grado di respirare (appunto soffochi) e il tuo corpo è totalmente rigido.

Quando è in questo stato d’animo il tennista riesce a malapena a buttare la palla dall’altra parte, ma non è capace di colpi efficaci. Anche se ci prova il suo corpo non risponde e gli errori arrivano uno dopo l’altro.

Ti è mai capitata questa sensazione? Sicuramente sì, perché, prima o poi, capita a tutti i tennisti.

Come tennista devi però capire che questo risultato influenza il tuo gioco così totalmente che il tuo lavoro mentale durante il gioco è di evitare a ogni costo di arrivare al livello di soffocamento.

Non è qualcosa di cui ti devi vergognare o sentirti in colpa o “stupido”. E’ una normale risposta di sopravvivenza del nostro cervello che è stata programmata dentro di noi per migliaia di anni. Non prevedeva che esistesse il gioco del tennis, tutto qui.

Allora cosa puoi controllare come tennista?

Come tennista puoi controllare il tuo atteggiamento e i tuoi sforzi.

Puoi decidere che piano tattico usare, ma allo stesso tempo devi essere conscio che non puoi controllare l’esecuziona del piano! Detto in parole povere e con un esempio: puoi decidere di battere un servizio sul rovescio del tuo avversario (questo puoi controllarlo), ma non puoi essere sicuro di riuscirci ogni volta (questo non puoi controllarlo).

L’altro modo di spiegare questo concetto è: devi focalizzarti sul processo e non sul risultato finale. Perché appunto puoi controllare il processo (COME fare), ma non il rusultato finale (COSA ottenere).

Quindi puoi decidere di battere un colpo in topspin incrociato (COME fare) ma non se riuscirai a metterli tutti dove vuoi o anche solo dentro il campo (COSA otterrai).

Come fare pratica di questa strategia mentale

Il primo tuo obiettivo è capire chiaramente cosa puoi controllare e cosa non puoi controllare. Prendi un foglio di carta e dividilo in 3 colonne che chiamerai: POSSO controllare, NON POSSO controllare, PERCHE’ questo NON è utile.

Quindi, riempi la tabella con gli elementi del match, iniziando dal giorno prima del match e finendo dopo il match. Per esempio, puoi controllare quanta acqua berrai il giorno prima o quanto tempo userai per il riscaldamento prima del match.

Invece non potrai controllare come giocherai. Se, per esempio, ti focalizzi sul desiderio di giocare nel pomeriggio e non sei sicuro che questo succeda, ciò ti causerà stress e tensione e un grande spreco di energie fisiche e mentali.

E quindi diventerai nervoso e sprecherai energie invece di usarle per qualcosa che puoi controllare – come visualizzare il successo e gli schemi tattici o occuparti di mangiare e bere le cose giuste per il match.

Pratica settimanale

1. Hai bisogno di essere conscio di quali elementi ed eventi del tennis puoi controllare e quali non puoi – scrivili su un foglio di carta.

2. Hai bisogno di renderti conto di come questi elementi influenzano il tuo tennis – scrivili su un foglio di carta

3. Infine, hai bisogno di cambiare il modo di pensare (il tuo focus) passando dagli elementi che non puoi controllare (COSA) a quelli che puoi controllare (COME). Utilizza una scala di valori da 1 a 10 per valutare quanto sei bravo a fare ciò.

9 comments

    1. Sto selezionando articoli di Tomaz Mencinger sulla parte psicologica del tennis che tradurrò e proporrò sul blog. Però il grosso dei contenuti sarà a cura di Max Grancini.

  1. Sono alquanto perplesso sulla effettiva utilità di sceverare ciò che mi può essere utile o meno nell’economia del gioco. Temo di fare uno sforzo di “distinguo” che non mi porta effettivo vantaggio ai fini del risultato…o no?…non sono convinto! Vedrei molto più utile un esercizio continuo di concentrazione sull’esecuzione corretta dei colpi e sulla tattica da seguire in base al gioco di chi ho difronte.

  2. Effettivamente penso che la parte mentale sia una componente strategica ai fini del risultato finale,personalmente mi trovo spesso nella condizione di avere un match in mano esempio 5/1 x me e perderlo 5/7, ma lo cosa più brutta è non capire il motivo !!!
    questi consigli potrebbero essere la risposta ?

    grazie

    1. Sicuramente potrebbero darti delle basi reali e concrete su cui partire per conoscere meglio questa parte del nostro sport che spesso è trascurata ma come hai potuto notare è anche la più importante. Ciao

  3. Carissimi Admin e Max
    Io posso controllare cosa voglio insegnare nella prossima lezione ai miei allievi e preparami meticolosamente per farlo come desidero. Poi entrano loro in campo e il mio controllo va a farsi benedire……. Quando finisco mi fermo sempre a riflettere proprio su quanto ho potuto realizzare di quanto ideato o previsto. Vale anche per le partite. Però insistendo la percentuale può solo aumentare. Vi pare?

  4. All’inizio del gioco, cerco e spesso riesco ottimamente a controllare la situazione, penso dove devo tirare, penso di aprire, penso di girarmi per trovarmi sempre la palla a fianco e il mio punteggio va nel modo migliore, ma poi gradualmente, forse per stanchezza o forse per “soffocamento”come dici tu, non apro poi cos’ì tanto, non penso più dove devo tirare, ma soprattutto non mi giro e aspetto la palla senza muovermi. Inutile aggiungere che, se il mio avversario è appena forte, il mio punteggio peggiora a vista d’occhio.

    Mi può dare un suggerimento, soprattutto per per il diritto, come abituarmi a portare la gamba sinistra sul lato destro e viceversa ?
    …so perfettamente che per i miracoli…

    Ciao

  5. Max i vostri insegnamenti sono strepitosi. Sono un dilettante (da 40 anni) ma ogni match per me è vita o morte. Alcune volte gioco alla grande, altre, soprattutto nei doppi, un nonnulla (anche il compagno che a mio parere sbaglia!) mi fa precipitare nella zona “suicidio subito”! Ma il brutto è che in queste situazioni poi esco dal campo nauseato di me stesso e umiliato come se fossi stato beccato a “rubare in chiesa”. Ho cominciato a giocare dei matchs sitenziando, come da consigli, quello schifoso del giudice interiore……………..miracolo! indipendentemente dai risultati, tutto sta andando molto meglio!.
    Grazie

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