Le 3 tecniche: quale è la tua?

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Fare il maestro di tennis da ormai più di vent’anni ti porta ad affermare che: “ho visto veramente di tutto !”.

Soprattutto questi ultimi anni di “carriera” presso un prestigioso club milanese (dove la tipologia di utenti è sicuramente molto varia e numerosa rispetto a quella degli altri posti in cui ho lavorato) mi hanno permesso di osservare parecchie cose molto interessanti e di fare quindi alcune riflessioni importanti riguardanti la tecnica del nostro bellissimo sport.

Perchè giocare a tennis in fondo vuole dire colpire una pallina e mandarla al di là di una rete cercando di rimanere all’interno di un campo di gioco… ma il modo in cui questa pallina viene lanciata di là è quello che realmente fa la differenza!

Nella miriade di gestualità, più o meno originali, che ho osservato in questi anni posso distinguere tre categorie principali di tecnica di gioco.

1 – La tecnica autodidatta

E’ quella che moltissimi soci soprattutto “storici” utilizzano.

Questa tecnica spesso comporta movimenti troppo abbreviati,quindi privi di slancio e di fluidità (una tecnica a scatti).

È una tecnica che queste persone hanno ottimizzato nel corso degli anni con il solo scopo di buttare di là la pallina, ma che spesso è priva dei fondamenti tecnici e biomeccanici per poter ottenere colpi veramente efficaci (si riesce così ad essere regolari, ma poco efficaci).

Ma il fattore basilare è che questa tecnica crea sostanzialmente un “tetto” oltre il quale un giocatore non può andare nel suo percorso di rendimento in partita, proprio perchè mancano a monte dei presupposti fondamentali che devono essere costruiti.

Per questo motivo, in sport tecnici come il tennis e il golf (per fare un altro esempio), è fondamentale affidarsi ad un maestro che ti possa fornire le nozioni di base imprescindibili per avere una crescita costante nel tuo miglioramento ( e qui … tiro un pò “acqua al mio mulino” 🙂 ).

Certo… c’è chi si accontenta e preferisce rimanere in questo “limbo” , ma è una mentalità molto distante dal mio modo di vedere il tennis e la vita in generale poichè per me senza la ricerca costante di migliorarsi (in qualunque campo della vita) l’esistenza sarebbe piatta.

2 – La tecnica di base

E’ quella che tutti noi che abbiamo fatto un pò di lezioni di tennis sappiamo esprimere mentre giochiamo.

Cose del tipo “mettersi di fianco”, “aprire portando dierto al corpo la racchetta” , “piegare le gambe” (a me non riesce sempre in maniera così spontanea…. sono sempre state gambe di marmo 🙂 ).

Si tratta delle nozioni di base che noi maestri forniamo fin dalla prima lezione anche ai bambini e che sono la base per sviluppare un gioco armonico e piacevole.

Solo con questa base tecnica, infatti, si potrà sviluppare in seguito quella bella sensazione di controllo di palla e precisione di tiro, che sono presupposti fondamentali per arrivare a giocare con efficacia in futuro un gioco più aggressivo.

Se tu sei già a questo livello … beh … sei pronto per lo step successivo!

3 – La tecnica agonistica

E’ quella tecnica che ti permette di sviluppare al massimo tutte le potenzialità ed arrivare a giocare veramente per “fare male” all’avversario!

È quella tecnica che io definisco “performante” e che insegno fin dai primi giorni agli allievi che si presentano alla mia scuola agonistica perchè sono consapevole che, senza l’apprendimento dei fondamenti di questa tecnica, le loro prestazioni in campo saranno sempre limitate poichè sarà molto difficile e rischioso coniugare il binomio “potenza e controllo” durante l’esecuzione di un colpo.

Ricordi la famosa pubblicità “la potenza è nulla senza controllo”?

È questo quello che intendo !!!!

Utilizzando solo una buona tecnica di base, infatti, tu potrai sicuramente ottenere un buon controllo di palla a regimi medio- bassi, potrai sviluppare anche un’ottima potenza …. ma non riuscirai a ottenere un ritmo medio-alto di gioco (quindi con buona potenza) senza cadere in troppi errori non forzati!

La chiave quindi per arrivare ad avvicinare il tuo gioco a quello di Nadal e Federer è quello di apprendere la tecnica agonistica ed il suo fulcro più essenziale: il controllo delle rotazioni.

Alla prossima!

14 comments

  1. Io sono tra la uno e la due … cioe alcuno colpi mi riescono bene ma altri (servizio….) sono veramente imbranato. Come si fa a sbloccarsi?

    1. Beh … sei fortunato … il servizio è l’unico colpo che puoi allenare da solo.Se hai bene in mente la tecnica ti basta un cesto di palle e buona volontà. Ciao 🙂

  2. Io sono d’accordo nell’apprendere da subito una tecnica ed una tattica agonistica. Ti consente maggiore controllo e possibilità di tirare fortissimo previo un topspin ben acquisito.Con una tecnica “avanzata” puoi accelerare quanto più puoi,avere posizione in campo senza dover indietreggiare facilmente. inoltre ti puoi sbizzarrire a fare continue variazioni o, meglio. puoi variare allorchè desideri sorprendere l’avversario.
    Ciao pietro

    1. Pietro, hai colto perfettamente i vantaggi di passare alla tecnica più avanzata.Ricorda anche che per poter usare tattiche più agonistiche occorre avere il supporto della tecnica giusta,altrimenti è spesso impossobile attuarle. Ciao 🙂

      1. salve maestro
        io volevo chiederle se è possibile avere un commento o qualche correzione da lei sui miei colpi di diritto rovescio servizio , inviandole dei video tramite email
        allenandomi molto con la mia macchina la mia email ruggiero90@hotmail.com grazie

  3. Non ho mai preso lezioni di tennis, ma palleggio “come se ne avessi prese” (parole di un maestro), detto questo, quando gioco, mi manca la “cattiveria”, alcuni la chiamano “paura di vincere”.

    In realtà – opinione personalissima – è l’attitudine alla tensione della partita che non ho: mi piacerebbe vincere 6-0, ma al tempo stesso mi dispiacerebbe per l’amico che non riesce a giocare, quasi non ci si stesse divertendo.

    Ho visto persone che pensano di essere il n° 1 al mondo per avermi battuto,
    dato che nel palleggio iniziale do l’idea di essere più solido di quanto poi non lo sia effettivamente in partita, ma non ritengo sia una cosa bella: io non esulterei se il mio avversario fosse nettamente inferiore tatticamente.

    Probabilmente ho una visione troppo romantica del tennis, quella dell’estrema correttezza anche quando l’agonismo tende a far dimenticare le regole comportamentali di base.
    Ma forse sbaglio io a “giocare a poker senza soldi”.

    Probabilmente dovrei giocare con perfetti sconosciuti, ma se non fai tornei è un po’ difficile.

  4. Io, pur avendo un certa età (73 anni), non mi diverto molto se non gioco con giovani che lo sanno fare a buon livello. Questo perchè, avendo preso lezioni e avendo seguito attentamente delle partite tra i”grandi”, ho acquisito bene la tecnica delle rotazioni e ciò mi permette di ovviare alla mancanza di giovinezza con tattiche tali che mi vedono spesso con i “piedi nel campo” e, sulla falsariga di Agassi , anticipo la palla, angolo la stessa e accelero all’improvviso badando comunque al controllo. Mi dirai che allora sono perfetto e che non ho bisogno di imparare alcunché. Purtroppo mi dovresti poter dire ,invece, come mai quando attacco una palla a trequarti di campo e scendo a rete, faccio solo qualche passo e poi mi fermo. L’avversario mi può “bucare” facilmente. Eppure se sono già a fondo o se sono a rete i miei colpi e le mie azioni sono corretti e agili. altra piccola pecca: dovrei imparare a velocizzare di più il servizio nella fase che va dall’impatto al finale.

  5. Io di sicuro appartengo alla prima tecnica,autodidatta, ho iniziato a giocare circa 40 anni fa, ed ho giocato per 15 anni poi per varie vicissitudini ho dovuto smettere.
    Ho ripreso a giocare da 3 anni perchè il mio ultimo figlio che ora ha 19 anni si appassionò a questo sport.
    Sono per l’appunto 3 anni che il ragazzo va a scuola di tennis ed ora comincio ad avere qualche difficoltà a vedere le palline (non per colpa della vista), ho provato pure io a prendere lezioni private, ma ho sempre trovato maestri che mi facevano palleggiare senza darmi grandi consigli.
    E proprio perchè credo in quello che dici,che c’è sempre un margine di miglioramento, che voglio migliorare il mio tennis.
    Abito a Milano, sapresti/potresti consigliarmi da chi andare per avere dei buoni consigli tecnici oltre al palleggiare per poter ancora competere con mio figlio?
    Grazie
    Franco

  6. Ho proprio bisogno di un consiglio Max, ho speso già diverse centinaia di euro in racchette e non sono riuscito a trovarne una che mi abbia dato quel qualcosa in più che cerco e che tanti amici hanno trovato nel loro attrezzo. Per semplificare io sono un attaccante da fondo campo con gioco d’anticipo insomma cerco di non perdere un cm dalla linea di fondo e cerco di chidere i punti piuttosto che aspettare l’errore il mio rovescio è a una mano. Con queste poche info per favore dammi anche solo l’e caratteristiche che dovrebbe avere la “mia” racchetta. Grazie mille

    1. Ciao non è proprio facile consigliare un attrezzo in quanto è veramente un fatto molto soggettivo e rischierei di dirti sciocchezze. Secondo me dovresti trovare un negozio che faccia provare le racchette e giocarci prima di arrischiare un acquisto.Ormai in giro ce ne sono di negozi che danno questo servizio. Ciao

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