Negli ultimi mesi – nel corso della mia ricerca personale sul “tennis mentale” – ho voluto sentire di persona degli specialisti del coaching personale, ovvero i professionisti che aiutano manager, atleti e persone normali a usare meglio la mente per raggiungere i loro obiettivi.
Li ho intervistati (e ho registrato le interviste) specificamente sull’influenza della mente nel tennis e sono venute fuori un sacco di informazioni interessanti e pratiche contenute in molte ore di registrazione audio.
A chi interessa il Tennis Mentale? A molti, evidentemente
Inizialmente pensavo di utilizzare le interviste come materiale personale. Francamente, non sapevo quanto potesse interessare ad altre persone questa idea di “tennis mentale”. A me sicuramente interessava perché sono anni che studio la mente, come controllarla e farla funzionare per il mio vantaggio (anziché il contrario).
Ma a quante altre persone poteva interessare il “tennis mentale”?
La risposta l’ho avuta da voi che leggete questo blog in questi giorni. E’ una cosa che vi interessa e anche sembra molto! Grazie a tutti voi che avete partecipato al sondaggio e commentato gli articoli.
E così ho tirato fuori dal computer le interviste e ho pensato di proporvele (assieme a qualche altra cosa interessante). Ma innanzitutto, chi sono i coach personali che ho intervistato?
Scopri Tennis Mentale
I 6 coach personali italiani che ho intervistato sul Tennis Mentale
Ho intervistato 6 professionisti del personal coaching italiano che mi hanno confermato molte idee, ma anche dato spunti nuovi e tecniche differenti (a ogni coach ho chiesto di darmi almeno un esercizio pratico da provare sul campo per migliorare il gioco).
Ecco quindi gli altri coach personali che ho intervistato in questi mesi (in ordine alfabetico):
Roberto Civitarese
E’ un professionista specializzato nel “coach mentale per calciatori” e aiuta infatti diversi calciatori professionisti a migliorare le loro performance. Possiamo considerarlo il responsabile di alcuni miglioramenti eccezionali e insperati che si sono visti sui campi di calcio (la privacy è d’obbligo). E’ quindi un esperto abituato a lavorare con atleti e infatti mi ha dato parecchie informazioni pratiche e utili. Scrive una rubrica sull’argomento “sport e mente” per un importante quotidiano italiano.

Piernicola De Maria
E’ un coach specializzato nel “raggiungimento delle prestazioni ottimali” con la tecnica Mythoself (basata sulla connessione mente-corpo) e lavora prevalentemente all’estero, in genere con imprenditori e top manager. Nell’intervista ha dato, come sempre, dei punti di vista piuttosto insoliti che fanno riflettere su cose che diamo per scontate, ma che scontate non sono.

Max Formisano
Fondatore dell’omonima società di formazione, è definito “il formatore dei formatori” perché si trova spesso a formare altri coach. Il suo focus sono le tecniche mentali che si possono usare per creare un vantaggio quando si parte da una posizione di svantaggio (es: nella vendita, ma anche nello sport). Il suo intervento è infatti focalizzato su “come battere avversari più forti di te”.

Mattia Lualdi
E’ uno dei più giovani (non so dire se IL più giovane) coach personali in Italia. Ma il suo talento lo ha portato a diventare rapidamente un coach personale molto richiesto. Ha anche una specializzazione in negoziazione e applicazione delle tecniche mentali allo studio della musica (è un musicista lui stesso). Ha realizzato un corso multimediale sull’uso della mente.

Italo Pentimalli
Fondatore della community PiùChePuoi che è oggi la N.1 in Italia sui contenuti per lo sviluppo personale. Oltre alle attività di coach personale ha anche realizzato prodotti di autoformazione (audio e video) sulle tecniche di controllo e miglioramento mentale. E’ probabilmente uno dei più aggiornati esperti italiani sulle tecniche di gestione della mente per migliorare la propria vita.

Livio Sgarbi
Livio Sgarbi è stato definito “The Champion Coach” ed è probabilmente il più famoso coach mentale italiano dedicato allo sport (ha partecipato anche a trasmissioni tv su questo argomento). Ha lavorato con molti sportivi e anche con tennisti, oltre ad aver fatto il tennista agonista da giovane. Insomma un esperto da ascoltare assolutamente sull’argomento Tennis Mentale.
E, come promesso, oggi vi faccio scaricare un’intervista (estratto) proprio con Livio Sgarbi, “The Champion Coach”.www.liviosgarbi.com
In questo estratto (19 minuti su oltre un’ora che dura l’intervista completa e che trovi in Tennis Mentale) ho messo alcuni contenuti che potessero essere utili ed esplicativi. Per esempio, ascolta con attenzione le informazioni attorno al minuto 6 e al minuto 13.
Molto interessante. Trovo senz’altro riscontri nella concentrazione fra un punto e l’altro, con il rito delle corde, durante il quale c’è anche una specie di trasmissione di fiducia alla racchetta. Fondamentale anche la convinzione di poter vincere, sia all’inizio della partita sia durante lo svolgimento.
grazie, guido
ottimi consigli, cercherò di metterli in pratica prima in allenamento, fermandomi con i tornei… quando riuscirò a convincermi di non pensare negativo inizierò di nuovo a far tornei incoraggiandomi.
grazie!
spero di trovare altri consigli
Interessante, e sono contento perchè, incosciamente, molte delle cose dette le metto già in pratica.
Molto interessante molti spunti da prendere in considerazione anche per i non professionisti.
questa persona sicuramente è un luminare in campo del tennis mentale ma usa tecniche occulte sataniche facendo in modo di liberare la mente delle persone, risultano così conseguenze gravi anche dopo la partità. informatevi!!!
Ma no, non sono tecniche sataniche. Sono tecniche di programmazione neurolinguistica che vengono usate ormai abbastanza diffusamente dai coach sportivi e non. Eventualmente su questa materia vale la pena informarsi.
Ha certamente ragione e certe cose io le metto già in pratica come avrai capito anche dai miei precedenti commenti… Fa molto bene sapere che in realtà è così che bisogna.. bisognerebbe agire in campo. Infatti ogni tanto guardando grandi giocatori di tennis mi rendo proprio conto che vincono con la mente perchè sono più concentrati e vogliono! Ne è un esempio il doppio della Schiavoni e Storace con gli americani, visto recentemente… Hanno vinto gli italiani ma in quel caso a mio parere ha vinto la mente della Schiavoni.
Perfetto chiaro e semplice: distrarre la mente dal punto precedente concentrandosi su piccoli gesti preparatori al punto successivo come sistemare le corde o battere la racchetta sotto le suole. Per me che in campo sono un chiacchierone critico sarà una svolta epocale. Grazie
Ottimi consigli, però sono del parere che bisogna divertirsi mentre si gioca, rendere tutto molto serio, vuoi il punteggio, vuoi lo stato d’animo, l’ avversario e tutto ciò che circonda un mach, stressa…a meno che non sei proprio un professionista che fai solo questo nella vita. Divertirsi intendo anche applicarsi a cercare di esprimere il proprio miglior tennis.
Saluti.
Assolutamente daccordo e lo spiega anche Silvio Sgarbi in un altro punto dell’intervista che non ho inserito in questo estratto.
tutto quello che riguardala concentrazione e le varie strategie per arrivare a questa credo che siano le qualità che fanno la differenza
Grazie per queste chicche
Veramente interessante e da tenere in seria considerazione.
Grazie infinite per i continui suggerimenti.
Marco
Ottimi consigli, oggi proprio ho cercato di metterli in pratica. Ho perso pero’…..
ma il mio avversario era piu’ forte…….. pero’ ho giocato benissimo per il mio livello…….. magari proprio grazie ai consigli che ho cercato di applicare, soprattutto “DAI”, “DAI” !!!!!!!!!
Grazie!
alla prossima
clicco e non riesco a sentire nulla.
Come fare?
GraZIE, vittorio
ok………davvero interessante
Molto interessante e utile. In sostanza conferma e migliora alcune teorie già apprese autonomamente. Grazie per i mille consigli che offrite.
Carlo
sarò in campo tra un paio d’ore per una partita tra amatori e metterò subito in pratica alcune cose interessanti che ho ascoltato. per quanto mi riguarda credo che cercherò di lavorare soprattutto sull’aspetto motivazione-attivazione, nel quale mi sento piuttosto carente. grazie e complimenti.
Penso che quanto tu hai detto sia vero , anche se qualche volta potrebbe succedere il contrario , succede spessissimo vedere atteggiamenti di resa difronte ad una avversaria (parlo di under 12 F) piu’ debole , dove pensavi di fare il botto ed invece le tue aspettative vengono stravolte ed il tuo atteggiamento non ti aiuta certamente a ricollegarti con quanto precedentemente pensavi di quell’avversaria , in casi del genere cosa è meglio fare ? cancellare tutto o giocare come se l’avversaria fosse realmente quella che ti aspettavi
Volevo rispondere a Salvatore che dice bisogna soprattutto divertirsi, anche io ho condiviso questo pensiero, mi sono reso conto pero che questo atteggiamento era una scusante per il fatto che non riuscivo a tirare fuori la grinta necessaria e la concentrazione per vincere quelle partite che avrei dovuto. Che senso ha fare una partita a punti se poi la prendi con filosofia allora palleggia e basta per il puro divertimento. Misurarsi con gli altri non significa soltanto sentirsi più bravi ma magari comprendere se dopo 6 mesi di allenamento hai imparato davvero qualcosa oppure no. Per fare questo la partita te la devi giocare con tutte le energie. Se pensate mi sbagli rispondetemi pure magari imparo qualcosa di più sul tennis. Un saluto a tutti
Bella l’intervista l’ho ascoltata varie volte..ma il mio problema è riuscire a vincere e fare i punti decisivi nei momenti più importanti del match..devo quindi migliorare l’atteggiamento mentale??
Ciao, tra gli esperti che hai intervistato e citato a mio modesto parere ne manca uno davvero competente, Federico Di Carlo. Buona giornata.