L’arte dello split step

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Vuoi diventare veloce sul campo? Impara a … saltellare !

Uno dei dettagli tecnici più importanti e più bistrattati del gioco del tennis è di sicuro lo split step.

Sì, perchè diciamocelo… continuare a saltellare ad ogni colpo è stancante (e anche un pò noioso…), ma se vuoi veramente fare un salto di qualità nel tuo gioco di gambe devi assolutamente mettere questo dettaglio nella partenza di ogni tuo colpo e ti assicuro che la differenza la percepirai subito.

Cos’è lo split step nel tennis

Con il termine split step si intende quel particolare saltello con cui ogni giocatore si prepara per andare a ricercare il colpo avversario e consiste semplicemente nel eseguire un saltello con allargamento delle gambe ed atterraggio sugli avampiedi.

Questo allargamento deve essere più ampio della larghezza delle spalle e l’atterrare sugli avampiedi ti permette di essere molto più reattivo in partenza in quanto avrai molta meno inerzia da contrastare rispetto ad una classica partenza da fermo che tutti noi eseguiamo con i talloni appoggiati al terreno.

Ti invito a provare subito in allenamento: al momento di ogni colpo del tuo avversario concentrati nel fare il saltello e poi partire e magicamente ti renderai conto di essere molto più veloce nei primi passi verso la palla ed avrai più tempo per piazzarti al momento di colpire.

Guarda questo bellissimo video sul gioco di gambe di Roger

Al secondo 6-7 puoi notare lo split step ( che avviene sempre quando l’avversario colpisce) e subito dopo egli rimbalza nella giusta direzione.

Tutto sembra facile fatto da lui, ma sono convinto che abbia lavorato a lungo per arrivare ad avere un gesto così elastico e sono altresì convinto che l’aver lavorato duramente sul suo gioco di gambe sia stato il vero segreto del suo incredibile successo.

Allena anche tu lo split step!

Come per tutti i colpi anche questo movimento basilare è allenabile.

Quello che occorre è soprattutto concentrazione durante l’allenamento nel stare sempre in movimento con i piedi ed eseguire sempre il saltello al momento giusto.

Inizia con un palleggio blando con un tuo compagno ne cerca di eseguire lo split step quando la racchetta del tuo avversario colpisce la palla;man mano che questo diverrà abitudine ti essere diventato molto più reattivo di prima nella partenza verso la palla.

Ed alla fine di questo faticoso allenamento sullo split step…goditi questo punto (ma guarda anche quanti split step esegue Federer)

Mi fa sempre piacere se scrivi un commento a questo articolo nello spazio qui sotto.

44 comments

  1. Di sicuro ora sarò più attento nell’eseguire lo split step…e sono certo che arrivare meglio sulla palla mi farà chiudere qualche scambio molto prima…in definitiva sarà fatica risparmiata 🙂

  2. mi muovo gia in campo ,ma non avevo pensato a questo saltello ,penso sia molto proficuo e cerchero’ di metterlo subito in atto !!! grazie .

  3. Lo faccio sempre, mi è sempre venuto naturale…Il fatto è che nonostante ciò ho sempre dei problemi nel trovare bene la palla con le gambe…

  4. Molto ben scelto lo scambio tra Federer contro Hewit fa ben capire cos’è lo split step. Come penso molti di noi non professionisti poco lo applicamio (a volte magari lo facciamo in modo casuale) prometto di impegnarmi nelle prossime partite e sperando che il movimento riuscirà ad entrarmi nella mente e nelle gambe vi farò sapere se effettivamente sarà un qualcosa in più che mi preparerà meglio alla risposta del colpo del mio avversario.
    Grazie intanto per questi consigli.

  5. Molto ben scelto lo scambio tra Federer contro Hewit fa ben capire cos’è lo split step. Come penso molti di noi non professionisti poco lo applichiamo (a volte magari lo facciamo in modo casuale) prometto di impegnarmi nelle prossime partite e sperando che il movimento riuscirà ad entrarmi nella mente e nelle gambe vi farò sapere se effettivamente sarà un qualcosa in più che mi preparerà meglio alla risposta del colpo del mio avversario.
    Grazie intanto per questi consigli.

  6. Ciao Max,
    grazie per i tuoi consigli con immagini che ci aiutano a capire meglio,
    ma la mia domanda, lo split step si fa quando l’avversario colpisce la palla o un attimo prima che lui colpisce, e poi i piedi atterrano contemporaneamente al terreno dopo il saltello oppure tocca il terreno prima il piede dalla parte opposta della direzione che si deve andare a colpire?
    (esempio: split step,atterra prima il piede sinistro che mi da la spinta per andare a colpire di diritto e split step,atterra prima il piede destro che mi da la spinta per andare a colpire di rovescio).
    grazie…con stima Anselmo

    1. I professionisti fanno lo split un attimo prima del colpo avversario e atterrano prima col piede opposto alla direzione,anche se per noi più umani questo particolarismo è ben più difficile 🙂 Ciao

  7. Una favola…..a me comune mortale viene quasi voglia di appendere la racchetta al chiodo! Roger è inimitabile, non a caso è il number one! Io ho sempre provato ad eseguire lo split step e mi sentivo anche bravina….poi ho visto una mia video analisi e mi sono vergognata! Ma come si fa ad avere coscienza visiva dei nostri movimenti? Se non vedi un tuo filmato non ti rendi veramente conto di quello che fai: ti senti di farlo bene ma poi ti vedi…. ed è un disastro! Consiglio a tutti di farsi fare una ripresa mentre si gioca, anche solo con un telefonino, avrete delle sorprese!!
    Grazie Max per i due video!

  8. E io che credevo che il saltello andava fatto solo in fase di risposta e soprattutto a rete (Edberg insegna). Sicuramente aver visto Federer danzare sul campo con cognizione di causa lo rende ancor di più, se possibile, il miglior giocatore in rapporto ad eleganza ed efficacia, che abbia mai calcato un campo da Tennis. Grazie Max

  9. Confermo che il gioco di gambe sia una delle base su cui si basa il successo di Roger. A tutti i livelli la qualità dei piccoli spostamenti (sia per avvicinarsi al colpo che per rientrare dopo di esso) sono la base per poter costruire il proprio gioco. Lo split per poter portare dei benefici deve essere eseguito correttamente (non troppo alto) e in particolare con un tempismo perfetto: controproducente se viene eseguito troppo presto o troppo tardi.
    Consiglio di introdurlo nel proprio gioco in forma graduale: all’inizio evitate la fase “aerea” e sostituitela con una leggera distensione delle ginocchia seguita dal piegamento delle stesse.
    Ricordate poi che l’aspetto energetico é fondamentale per garantire qualità nei piccoli spostamenti: senza un lavoro specifico di rinforzo della muscolatura del piede rischiate di restare senza benzina velocemente, lo split fatto prima di ogni spostamento risulta essere molto dispendioso. Un consiglio: portate nella sacca da tennis sempre la cordicella per i salti e…usatela il più spesso possibile !

  10. Io ormai lo eseguo da tempo e l’ho già reso quasi automatico. Tuttavia mi viene naturale solo quando attacco a rete e, prima che l’avversario risponda, io mi preparo con lo split step per poi avanzare verso la direzione giusta per voleare al meglio. Non mi viene invece spontaneo, anzi credo di farlo solo casualmente, lo split step da fondo campo. D’ora in poi farò mente locale per eseguirlo anche da fondo. Caro Alex, ti dico un mio “difetto”: da fondo campo mi muovo sempre in tempo, con celerità, e colpisco a distanza giusta; quando debbo avanzare su palle corte o smorzate parto con un sussulto che mi fa ritardare l’abbrivio e mi fa arrivare in ritardo (non sempre!). Credi che il tuo split possa aiutarmi a migliorare o è questione del mio DNA?

  11. Thank you so much Andrea!

    For all your great and useful tennis tips. I cannot point out enough how important is the theory for a solid and healthy game.
    All your tennis knowledge you are kindly sharing with everyone are actual tennis-gifts! I love “Tennis Mentale” as well!

    Thank you!
    Daniel

  12. lo split step viene insegnato ai bambini poco prima di eseguire la voleé e subito dopo aver eseguito un colpo da fondo gia dai miei tempi, mentre non sapevo che fosse cosi utile farlo in sincronia con il colpo dell’avversario. Pago un istruttore privato per recuperare più di vent’anni di inattività ma non mi dice mai niente del genere. Devo cominciare a fargli leggere questo blog.

  13. Interessante e utile ! Ma lo split step è da farsi prima di rispondere al servizio dell’avversario? Grazie e ciao a tutti !

  14. Muoversi continuamente in campo sembra faticoso,invece non lo è, perché permette di avere una ottimizzazione dei tempi di spostamento, senza accellerazioni e rallentamenti continui. E’ un po’ come in automobile, andando a velocità costanti si consuma meno. L’ho provato tante volte con i miei allievi quando li vacevo lavorare al cesto. Muovendosi malamente dopo 10/15 palle erano già in affanno. Stando in movimento e facendo il rientro a saltelli laterali riuscivano a farne subito almeno 30 senza dare segni evidenti di stanchezza.
    E’ una abitudine da prendere, ne vale la pena!

  15. Da Michele
    tanti bellissimi commenti sullo splitstep: li merita tutti e merita la massima attenzione e applicazione in allenamento e partita . Guardate i filmati su youtube dei fratelli Bryan quando si allenano per la volèè: fantastici anche loro come Federer. In questo caso lo splitstep è sulla punta dei piedi sbilancianosi leggermente in avanti così la volèe risulta più efficace per scaricare il peso della spalla nell’ impatto. Io l’ ho imparato dopo i 60 anni e ora cerco di applicarlo con continuità. Ottimo e strautile il suggerimento di effettuarlo in concomintanza con l’ impatto della palla da parte dell’ avversario. Forse questo è il vero segreto per raggiungere il giusto timing con l’ impatto.

  16. MIIIIIIIIIIIIII
    ERO GIA STANCO SOLO NEL VEDERE QUANTI PASSI HA FATTO IL RE, PRENDERE UN SIMILE VIDEO COME ESEMPIO è COME CERCARE LA TERIA DELLA RELATIVITA ALLA PRIMA LEZIONE DI FISICA AL LICEO.
    CHE SPETTACOLO…. E NON SI è NEMMENO INC… PER AVER PERSO IL PUNTO!!!

  17. Ancora da Michele
    Ieri sera parlavo con Max e mi raccontava di una vecchia insegnante russa di tennis che ha avuto tra gli allievi i fratelli Safin….. Nel campo c’ era silenzio e gli allievi si stavano allenando ma non si sentiva nessun impatto di palla: La maestra stava educando tutti i bambini ad eseguire i movimenti a vuoto colpo dopo colpo curando nei minimi particolari ogni movimento degli arti. E’ così che nascono i campioni veri. Se tra voi ci sono istruttori o se amate passionalmente il tennis non dimenticate di fare i primi 10 minuti di riscaldamento di ogni lezione o prepartita eseguendo i movimenti a vuoto e non stancatevi di correggerli. Compreso lo splitstep fin dalla prima lezione e fate usare la corda per saltare: è uno strumento unico, eccezionale ed estremamente economico e i ragazzi si divertono un mondo!

  18. Grazie Max. Consiglio fantastico. Avrò ” guardato ” decine e decine di partite di Federer e naturalmente rilevato la sua innata agilità. Ma solo il tuo video e il tuo esperto suggerimento mi ha permesso di ” vedere” come ci si dovrebbe muovere. Ci proverò….e riuscendo anche soltanto al 2% …ne sarei ben contento.
    Grazie. Ciao .Carlo

  19. Avete sicuramente ragione,spero di mettere in pratica quello che avete fatto vedere al piu’ presto. Anche se sono affetto da una seria epicondilite, come ultima spiaggia sono alle prese con la tissotropia al gomito(dolorosa), e da tanto riposo.Cosa ne pensate Voi? Grazie un affettuoso saluto.

  20. Grazie Max!! come al solito un ottimo articolo e spunto per migliorare. Io cerco di farlo sempre lo split step, anche se “preso” dalla partita a volte non me ne rendo conto. E’ comunque proprio vero che se si inizia a farlo con costanza, lo split step migliora anche la tenuta sul campo anzichè essere piu’ dispendioso.
    Una curiosità: come mai i maestri non ne parlano? Io lo split step l’ho scoperto su Internet!

    @Carla: hai proprio ragione, io mi sono rivisto in video e sono rimasto terrorizzato, credevo di vedere le immagini al rallentatore invece era a velocità normale!!!

    P.S.
    Grazie Max, davvero i tuoi articoli sono sempre interessanti, utili e stimolanti.
    Mi piacerebbe se un domani potessi dirci qualche dritta su “cosa prendere al cambio campo” dopo l’ora, l’ora e mezza di gioco, in previsione di un terzo set e di una partita che si allunga e vedi che ti iniziano a rammollire le gambe!!! che ne pensi?
    Grazie ancora e ciao!!!!! (ho provato “carbogel” ma a me non è che abbia fatto granchè effetto….)

    1. Mah forse perchè focalizzano la loro attenzione su altri particolari tecnici più importanti al momento come i fondamentali dei colpi che magari sono carenti, di solito lo split step è molto agonistico

  21. ciao, grazie fino ad oggi questo movimento lo eseguito solo sulla battuta del mio avversario con buona partenza per la risposta, credo sia altrettanto utile anche durante ogni scambio

  22. Gran bello scambio!!! Ma basterà solo lo split-step?!
    A parte gli scherzi, questo saltello è veramente fondamentale durante lo scambio, ti mette in palla dando ritmo all’azione di gioco.
    Grazie Max. Elisa

  23. tutti agonisti quindi…..complimenti.
    io ne faccio solo due o tre all’inizio della partita e poi mi dimentico perchè ho altri problemi più importanti a cui pensare.
    ciao max.
    luca

  24. Penso che lo split step è veramente utile. Tra l’altro non è un espediente che va realizzato a seconda delle occasioni favorevoli o meno. E’ un abitudine che è bene prendere poiché, pur sembrando molto faticoso per i continui spostamenti che ci si costringe a fare, oltre al vero salto a gambe larghe che implica lo split, ci si accorge invece che facilita gli scatti, lo stare sulla palla, i repentini attacchi a rete , le volée stesse che, senza quell’attimo di equilibrio, perderebbero molto nel controllo e nell’efficacia. Io, che ho tirato per tanti anni di boxe, oltre agli allenamenti specifici, ho semmpre eseguito il riscaldamento con il salto alla corda. Questo esercizio è una sorta di riscaldamento, ma non solo, perché ti fa acquistare velocità, resistenza, scatto, disinvoltura nel cambiare ritmo, destrezza tale nelle gambe e in tutto il corpo che si arriva a compiere svariate finte e controfinte prima di sferrare il pugno decisivo. Tutto ciò innanzitutto perché si diventa leggeri, agili e resistentissimi. Naturalmente non è soltanto la corda a risolvere i matchs, ma è un’attrezzo indispensabile. Ecco, direi che lo split step ha nel tennis la stessa importanza della corda nella boxe, con la differenza che tutti i pugili e anche i non pugili sanno che la corda è di largo uso nelle palestre di boxe, mentre quasi nessuno sa o immagina che lo split step è qualcosa di cui non si deve fare ameno. D’ora in poi, infatti, mi sono ripromesso di sforzarmi ad eseguire lo split ogni qualvolta l’avversario sta per colpire la palla e sono certo che automatizzerò a tal punto quel gesto che sarà come camminare senza fatica; con la differenza che avrà come vantaggiosa conseguenza che ogni mia azione ed ogni mio colpo sarà efficacissimo e naturale, senza troppo affaticamento e con il risultato di portare avanti l’incontro con ottima performance mentale e psicofisica. Sappiammo che il gioco moderno è fatto di grandi rotazioni che facilitano il cosiddetto colpo complesso, potente e controllato. Ecco, lo split step è indispensabile per dare continuità ad azioni tattiche e tecniche dove il top spin con le sue rotazioni padroneggia. Ciao, Pietro.

  25. Se ti concentri a guardare le gambe è più simile ad una danza che a uno scambio di tennis. Federer ha una leggerezza invidiabile e sempre molto elegante.

  26. Lo slip step è utillimo a condizione che tu lo esegua solo a livello inconscio. Non hai, non puoi avere il tempo dell’idea di doverlo fare. Solo quindi se lo alleni tanto, ma tanto veramente, puoi apprezzarne i benefici. Allenamento preceduto da una decina di minuti di corda, ovvio

  27. semplicemente stupendo! quando si guardano i professionisti il campo sembra tanto piccino, mentre quando sono io in campo…. diventa immenso! Per quanto riguarda il saltello… a volte non si ha il tempo di eseguirlo, mi impongo di farlo prima di iniziare la partita, ma poi sono presa da un vortice di cose da far contemporaneamente… eh devo farne ancora di strada…. grazie per i consigli!

  28. Questo split step credo sia un cosa molto interessante , mi dispiace verificare che molte volte non lo vedo insegnare da parte di tanti maestri, e soprattutto poco o niente applicato da parte di molti giocatori .Devo dire che da quando ho visto , fare in fase di primo palleggio , da parte di professionisti , un palleggio fatto nella zona del minitennis , ed ho voluto applicarlo giocando con amici , molti hanno pensato che questa cosa fosse inutile, invece io ho potuto verificare di persona che giocando sia il dritto , che il rovescio ,all’inizio dell’ora , cercando di tenere la pallina in campo nella zona dei servizi , quindi giocando la palla, in modo lento e costante , successivamente in fase di palleggio da fondo campo , si sbagliano meno palline , e si riesce ad ottenere un palleggio più lungo , provate per credere …
    P.S. molti amici all’inizio , non riescono a fare uno o due palleggi ..

  29. Da padre con un figlio di 8 anni , che non sappiamo se dover far continuare nella scuola di tennis , non riesco a far capire alla famiglia l’importanza dei tuoi consigli su internet.A dire il vero mi stà venendo il desiderio di riprendere la racchetta in mano cosa che ho dovuto abbandonare all’età di16anni sia per i fastidi pomeridiani che davamo al vicinato,sia per la mancanza di strutture adeguate ,che per il costo.Un grazie per il momento,spero di poter acquistare l’intero corso delle tue lezioni.

  30. Ciao Max, ho apprezzato molto il tuo consiglio di allenarsi sullo slip step, perchè ti permettere di essere reattivi e pronti per rispondere con più sicurezza ai colpi dell’avversario, io ho cercato di attuarlo per quasi tutto l’incontro con un mio avversario e il risultato è stato veramente positivo. Il fatto di non trovarmi in ritardo sulle risposte, mi ha dato quella sicurezza e quella carica che ha fatto sentire mio l’incontro.
    Grazie, a presto.
    Clorindo

  31. si, ho già tentato di concentrarmi durante l’allenamento, non sempre ci riesco, ma ho visto grandi miglioramenti, sempre grazie per i tuoi buoni consigli.
    ciao

    1. E’ veramente questione di allenamento mentale. Se ti alleni alla concentrazione e agli altri aspetti del tennis mentale, poi riesci a controllare la situazione anche nei momenti di tensione. Hai visto il corso Tennis Mentale? Potrebbe esserti utile.

  32. E’ fondamentale sia nei colpi comodi, cioè che richiedono minimi spostamenti dalla posizione di partenza, e ancora più se si deve partire per andare a “caccia” della palla. Secondo me permette di arrivare con un’altissima percentuale di probabilità in ottimo equilibrio con le gambe al momento di colpire, requisito fondamentale per tirare colpi potenti e sicuri da fondo. A rete vale lo stesso discorso:occorre effettuare un ulteriore split step prima di colpire al volo.

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